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•Quando qualcuno mi consiglia la visione di un cartone animato mi spiazza.
Per anni sono stata patita di cartoni, poi, non so quando, mi sono persa.
L’altra sera mio padre mi ha consigliato di vedere Up… ? …Mio padre? Up? “Sì, è fatto benissimo”, dice.

•O io non sono difficile con i profumi o chi me li regala conosce i miei gusti.
Ogni Natale ricevo in regalo un profumo e va bene, i profumi fanno parte di quegli articoli per i quali io non spenderei mai nulla, quando mi arrivano in regalo mi fanno piacere. Ci sono però una marea di profumi che non mi piacciono: quelli dolci, quelli fruttati, quelli troppo artificiali, quelli dozzinali, quelli fiorati, quelli zuccherosi. Eppure devo stare simpatica a qualche folletto del Natale, perché fino ad ora, i profumi che mi hanno regalato mi sono piaciuti tutti. E sì che so essere difficile.

•I due individui che formano una coppia sono spesso (eccetto casi particolari) molto più simili di quanto vogliano ammettere, mooooolto più simili.
Non so a chi ho sentito dire che le coppie sono associazioni a delinquere: ammazza, quanto sono d’accordo!

•Il privilegio di essere uomo (etero) comprende il non essere mai presi di sorpresa con lo smalto blu sbeccato. Beati voi!
Mio padre non capirà mai la traggedia del farmi andare di fretta alla banca, quella con l’impiegato cariiiino (ma carino carino!), con lo smalto blu sbeccato -omettendo i capelli da sgrassatore professionale e la pelle reduce dalle abbuffate. Ecco, presente la dicitura “mai lasciarsi andare” o “sia mai succeda qualcosa”, ecco: nulla di più lontano da me. L’unica cosa per cui sono sempre pronta è il look da accattona sciagurata… Però si sa mai nella vita.

•Mai mettersi alle unghie uno smalto scuro se non si ha abbastanza acetone per una pulizia d’emergenza. MAI!
Fortuna volle, che prima di andare in banca, l’acetone in casa ci fosse. Togliere dello smalto blu equivale a togliere con un cotton fioc la zozzeria di secoli da una tela: ci vuole il suo tempo. La differenza con la pulizia di una tela è che sulle unghie rimane del blu attaccaticchio un po’ ovunque: sotto le unghie, di lato, tra le cuticole… Ah, il privilegio di nascere maschi!

•Ho scoperto la paprica affumicata.
No, vabbe’, da grande voglio fare la spacciatrice di paprica affumicata. Anche se non sarebbe necessario, posso dire di credere profondamente nel valore del mio prodotto.

•Quando i grandi personaggi parlano delle proprie conoscenze è molto probabile che non ci sia sensibilità o genio o ispirazione che tenga, i più risultano pettegoli.
Che Sandro Penna mi perdoni per questo giudiziaccio da quattro soldi, ma tanto viene da una con una lingua comunque affilata, via. Sto leggendo L’uomo che sognava i cavalli di Enzo Giannelli e su Sandro Penna, bon. Praticamente, vado a braccio, si parla della Morante come una pazza, della Maraini come una che non vale nulla, della Ginzburg come una scrittrice con lo stile di una cameriera che ha trascritto quello che ha origliato dei padroni senza capire cosa dicessero e di Moravia come uno che per soldi si presta a scrivere qualsiasi cosa.
‘Na ventata di positività e empatia, c’è poco da dire.

•Un’e-mail dal tono formale può essere fuori luogo -e farmi un po’ vergognare.
Ma come??? Sto appena prendendo confidenza con Spett.le, Egregio, cordiali saluti e V maiuscole varie, e come risposta a un’e-mail dal tono formale cosa mi arriva?
“Cara tizia (nome mio, solo il primo nome), tutto ok, a presto, Tizia (solo il nome)”. Che vergogna! La mia!

•Fino a ora ho pensato di essere l’unica a perdere il controllo quando la tecnologia mi lascia a terra… Sè!
In un doppio tentativo di ricaricare una carta alla Sisal, la signora del bar ha dato ai responsabili del sistema dei delinquenti, dei cretini e dei deficienti. Ora, quando la tecnologia mi lascia per strada, io riesco ad andarci più pesante -tipo inveire contro le antenate della stampante, sfoderare tutti i sinonimi di “cretino” partendo dalla sfumatura di significato più blanda fino ad arrivare a quella più decisa e sbattere quello che ho a tiro per dare più enfasi alle mie istanze.
La stampante non stampa?
Da ragazza comune mi esibisco in un drammaticamente artistico “perché non parli?!” (rivolto alla stampante), viro poi su un alterato personaggio di un qualsiasi Vacanze di Natale e arrivo infine a impersonare lo scimmione di Odissea nello spazio. Solo più sboccato.

•L’acquisto di libri mi dà euforia. Esatto, euforia.

•Dalle donne si pretende di più che dagli uomini e, di conseguenza, alle donne, si perdonano meno cose che agli uomini.
Ci si faccia caso: si perdona più facilmente un padre che una madre. Agli uomini non viene granché chiesto di sopportare e di accontentarsi di quello che hanno -ora, anche gli uomini si ritrovano dei modelli sociali da seguire che sono decisamente limitanti, non voglio negarlo, né dire che mi sarebbe piaciuto nascere maschio, perché non è così. Alle donne però, in fondo in fondo, si chiede di sopportare -quando non lo fanno, diventano quasi indifendibili. O no? Retaggio cattolico? Retaggio preistorico? Retaggio biologico? Guarda caso, la solfa è sempre quella.

•Si possono leggere tutte le recensioni d’alberghi che si vogliono, ci sarà sempre qualche reclamo a mettere in discussione tutti i giudizi positivi.
Perché se è vero che alcuni proprietari si scrivono da soli i giudizi positivi, ci sono certi reclami che sembrano screditare i “reclamatori” più dell’albergo che criticano, tipo qualcuno che si è lamentato della mancanza di frutta fresca al buffet della colazione (roba da Sheraton) o sulla qualità dell’espresso (roba da italiani).

Auguri a tutti.
Soprattutto a chi odia il capodanno.

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