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foto dalla rete

foto dalla rete

•Una camicia bianca per un colloquio che richiede il benedetto business attire equivale a chiedere la luna.
Se non è scollata sul davanti, lo è sulla schiena, se non ha i profili neri, ha i bottoncini dorati, se non ha il colletto a contrasto, ha i tasconi sportivi sul petto, se non è safari, è a pois, se non è trasparente, ha le maniche rimboccate, se non è un body (parliamone: perché esistono i body?), è allacciata stile anni 80 sopra all’ombelico, se non ha le rouches, ha il pizzo, se non è plissettata (don’t ask), ha le mostrine sulle spalle, se non è in maglina, è di quel colore bianco sporco che mi muore addosso -e così via all’infinito. Questo perché nei negozi c’è la stagione autunno inverno e le maniche sono per lo più ottemperate -anche se qualcosa di sbracciato si trova sempre (farà parte del piano di selezione della specie sennò non me lo spiego) -, questa estate cercavo una camicia bianca con le maniche corte e ho visto tutte le canotte sul mercato internazionale prima di trovarla, la disgraziata.
Non so chi indossa la camicia bianca dove sia riuscita a trovarla: mercato nero? Spaccio sotto i portici? Dove, dico io?! DOVE???

•Vedere i propri vestiti indossati da altre è il modo più efficace per perdere la stima del proprio corpo.
La cosa che infatti non mi piace del prestare i vestiti, è che stando meglio alle altre, poi non posso più indossarli come prima.

•I ragazzi (delle altre, ovvio) quando si innamorano, diventano noiosi.
Non solo quando hanno la fidanzata gli amici si eclissano -salvo poi farsi vivi quando hanno bisogno di compagnia -, no, ma hanno un calo di vitalità che lévete!
O forse, dopo l’amico che sparisce al ritorno della compagna dall’Asia e l’altro che da single incallito è passato ad andare ovunque (ovunque!) con la compagna, sono solo piccata dall’aver perso il miglior compagno di ballo del gruppo di salsa. Ebbene sì, dopo mesi spumeggianti, brio da vendere, sorrisi e risate come se piovessero, il compagno di classe più bravo nel portare, mi si è impelagato in qualcosa di sentimentale e addio allegria spensierata. Che no, non è mogio, questo no, ma, sarà anche per la presenza della sua bella in classe, non è più sregolato e brillante come prima. È più composto (mentre io mi ero affezionata ai fuochi d’artificio), dedica le sue energie alla fidanzata e, secondo me (sempre per questo suo concentrarsi su una) ha iniziato a ballare anche meno bene.
L’amore intenerisce, ma ci isola anche un po’ dal resto del mondo, no?

•Cercando in rete come rimuovere una macchia di rossetto (da una maglietta nuova, per inciso -perché quel genio che l’ha provata, la mia blusa bianco latte, l’ha fatto senza pensare che indossare il rossetto potesse rappresentare un problema), il 90% delle immagini che risultano dalla ricerca sono di un colletto di camicia con impresse due labbra di rossetto rosso.
Come chiamarlo? Cliché? Maschilismo? Mancanza di creatività -o di senso della realtà?

 •Ci si può svegliare di propria sponte, una domenica mattina (senza sveglia), alle 7 e mezza – e non riuscire ad aprire occhio alle 8 e mezza durante tutta la settimana.

•Le macchie di rossetto si rimuovono (quasi) completamente con il sapone per i piatti.

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