Tag

, , , , , , , , , , , , , , , , ,

foto dalla rete - trovata qui

foto dalla rete, trovata qui

•La diceria che le donne siano multitasking è una balla!
Perché, se è vero che appartengo al genere femminile -e fino a ora mi sono mancate le prove contrarie -, quando ho una-cosa-una in ballo, le altre le porto avanti a tozzi e bocconi, senza portare a termine e senza liberarmi di nulla, ‘na schifezza insomma. E sì, ho una cosa in ballo; e sì, non sto concludendo nulla in giornate intere. Passo tutto il tempo a ripetere ciclicamente  “speriamo che non conduca a nulla, speriamo che vada in porto, speriamo che non se ne faccia nulla, speriamo che se ne faccia qualcosa, voglio sapere la risposta ora, non ne voglio sapere più nulla”. Io sarei una di quelle che in momenti di lucidità e di “nulla in ballo” straparla sull’importanza della consapevolezza di sé, della conoscenza dei propri limiti, dei propri desideri e delle proprie possibilità.

Un’incosciente presuntuosa, ecco cosa sono! Un’incosciente presuntuosa e fifona!

•Questa… “cosa” è andata in porto.
Ergo sono cavoli -e lo dico col mal di stomaco, i pensieri negativi che tengono a bada quelli positivi (quando saprò fare il contrario sarà LA Svolta) e comunquemente un sorriso.

•Ci sono cosmetici che vantano tra i propri componenti una sostanza che si chiama sangue di drago.
No, vabbe’.

•A ogni intento di comprensione dell’altro, di immedesimazione e di aiuto segue uno di insofferenza, intolleranza e liquidazione spicciola.
È un fenomeno interessante, davvero: per quanto possiamo cercare di essere migliori di quello che siamo, di andare incontro agli altri, di provare empatia, arriva poi il momento in cui, all’altro, si dice semplicemente “Senti, bello, veditela un po’ da solo!”. Ripeto, è interessante.

•I programmi stranieri di Real Time senza anticipazioni e ripetizioni durerebbero meno della metà.

•Non si smette di essere figli finché si hanno i genitori e, una volta iniziato, non si smette mai di essere genitori.
Le mamme anglosassoni e quelle francesi potrebbero dissentire, ma, come dire? Chissenefrega -sì, ultimamente la diplomazia ha fatto le valigie -, c’è che non ci credo alle mamme migliori di altre e alle classifiche a seconda delle nazionalità. C’è che, secondo me, nella vita ci sono priorità e persone più importanti di altre (spirito natalizio power!), altrimenti non avrebbe senso avere figli o sposarsi o stabilire dei rapporti tra esseri umani.

•Ho avuto la conferma che Nicoletta Braschi, in questa vita, s’è sposata l’uomo dei miei sogni.
Lunga vita e felicità alla coppia sposata; al prossimo giro però, Nicole’, non mi freghi mica; alla prossima vita, non ce n’è!

•Quando sento dire che la crisi offre delle grandi opportunità, ecco, a me lì sparisce l’ultimo straccio di diplomazia e inizio a non vederci più tanto.
E non sono un’esperta di economia, start-up, mondo del lavoro o imprenditoria. Questo per dire che so di non avere credibilità in merito, né ho la pretesa di dimostrare qualcosa, c’è solo che, quando sento ‘ste cose yuppie (la crisi come opportunità, la flessibilità del mondo del lavoro come stimolo e occasione per ampliare i propri orizzonti), cioè, no dài!
Capire che nel mondo ci sono due, o più, linguaggi per esprimere una stessa cosa (uno per dire le cose come stanno, un altro per renderle meno crude e più cool) mi ha già piuttosto delusa, ma insomma: la crisi offre opportunità come un paese di persone in agonia permette di avere un gran quantità di organi da trapiantare. Cioè: non è uno spasso, non è una gioia, ok? Stare sull’orlo del baratro, per quanto possa essere figo (?) e rappresentare una sfida (guarda, io proporrei un bel trenino e… A E I O U Ipsilon! A E I O U…), non è uno spasso, ok? OK?! Perché se vogliamo farlo passare per uno spasso a me allora sembra una gran presa per il culo, ma colossale, guarda, un peccato non essercisi trovati prima!

•Per farmi riconsiderare qualcosa che vorrei fare (o che manco vorrei fare, ma che sto prendendo in considerazione di fare) basta che qualcuno mi butti lì una cosuccia detta soprappensiero.
Non c’è motivazione che tenga, non c’è razionalità che tenga, mi si dice una cosa così tanto per dire e a me si apre il baratro del dubbio.
Il terreno del mio mondo interiore è ancora troppo franabile.

•O i Maya erano veramente scarsi o qualcuno, tra libri e speciali tv, s’è di molto arricchito.
O entrambi.

•Quelli che fanno le statistiche per quantificare la popolarità di Monti, non fanno un giro al mercato dai tempi del dopoguerra.
A me (Centro Nazionale di Statistiche Io Boh) ‘sta popolarità non torna affatto.

•Ho capito (me l’ha detto Fra3fra, grazie ;-) come far nevicare nel blog, il sogno di una vita.
Se potessi anche decidere quando far nevicare nel mondo allora avrei realizzato uno dei desideri di quando ero bambina -gli altri erano vivere in una casa sottosopra e sposare mio papà (sooo cliché!). Ora, passi per papà, a me quella casa sottosopra… Vi dirò… Ancora mi sfizia.

Annunci