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(video dal contenuto violento, così tanto per evitare sorprese ;)

Ho visto il film Kingsman l’altro giorno e, alla visione di questa scena, non smettevo di ridere. Lavoro nella ristorazione e a contatto col pubblico da due anni. Ho accumulato così tanta frustrazione, sfighe e clienti psicopatici che questo sfogo di rabbia alla Kingsman mi si addice proprio (metaforicamente parlando) e mi ricorda:

  • tutte quelle volte che un caffelatte servito 5/10 (se non 30) minuti prima, è troppo freddo e il cliente ne vuole un altro, extra extra hot questa volta (ossia quando il latte cambia sapore e diventa imbevibile, ma tant’è) – e possibilmente servito al tavolo.
  • tutte quelle volte che arriva un voucher di Groupon da 4 persone e poi ne arriva un altro. E poi un altro.
  • tutte quelle volte che dopo un po’ ne arrivano altri due, di Groupon.
  • tutte le recensioni negative su tripadvisor che puzzano di vendetta personale, di cattiveria gratuita, di ignoranza e furbizia (in uk a un reclamo segue una ricompensa) abissale.
  • tutte le volte che si versa qualcosa – dal bricchetto del latte nei giorni buoni, ai vassoi pieni di bevande diverse nei giorni ottimi (ergo: un ordine da rifare completamente) su pavimento e/o scale e/o pareti e/o sedie (ergo: armarsi di strofinacci, carta, mocio…)- e sì, sono in pieno trip da e/o, anche se basterebbe scrivere e; perché quando le cose possono andare male, vanno malissimo!
  • tutte quelle volte che trovo la gomma da masticare sul piattino del caffè, lasciata lì, così.
  • tutte le domande stupide cui bisogna trovare una risposta educata, gentile e affabile.
  • tutte quelle volte che il reclamo arriva dopo, una volta che i caffè e i frullati sono stato scolati (dai clienti) e i piatti sono stati ripuliti di qualsiasi traccia di cibo (dai clienti).
  • tutte le corse al primo piano perché manca qualcosa in dispensa – e tutte le aspettative vane che quelle corse creano. Perché no, correre non ti farà perdere un grammo, no, i jeans non ti staranno meglio, no, la cellulite rimarrà comunque la tua migliore amica.
  • tutte quelle volte che un cliente è sicuro di aver dimenticato qualcosa (carta di credito/ cellulare) sul vassoio che è stato però sbarazzato e quindi “le spiacerebbe dare una rimestata alla spazzatura per controllare che non sia lì dentro?” – salvo poi ritrovarsi la carta di credito/cellulare in tasca, il cliente.
  • tutte le consegne arrivate in pieno putiferio -e con poco personale -, col fattorino colpevolizzante e in perenne fretta, e con una lunga lista di articoli da controllare.
  • tutte quelle volte che ti dice davvero fortuna e la consegna include prodotti surgelati e altri da frigo.
  • tutte le volte che le casse si bloccano e si è nel mezzo di un ordine bello grosso e iperdettagliato, e la fila di clienti in attesa è chilometrica.
  • tutte quelle volte che arrivano i muratori per fare lavori di cui non si sapeva nulla – se non meno di nulla.
  • tutte quelle volte che manca qualcos’altro in dispensa, ma ci si accorge sempre dopo che si è già andati al primo piano.

 

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