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E niente. Ho voglia di scrivere, ma nulla di cui scrivere -che non è manco vero. La verità è che mi manca la fluidità nello scrivere e anche una certa chiarezza di idee. A volte butto giù due righe e quando le rileggo le vedo mancare di ritmo -e anche di contenuto, se è per quello.

Dovey-Can-Reading-Make-Us-Feel-Better-690

immagine dalla rete

Se non posso quindi scrivere -perché: cosa sto facendo ora?!? Touchée -, leggo, o meglio, ho ripreso a leggere alcuni dei blog che spulciavo tempo fa. E riscoprendo dei blogger le cui storie ho lasciato in sospeso anni fa ormai, mi ricordo perché mi piacevano, perché li leggevo e li rilegga ora. Nonostante mi sembri sempre che non scrivano abbastanza, nonostante con alcuni mi tocchi dribblare marchette che levate!, e anche se certi blog hanno preso forme e formati -formati è meglio, in effetti – che non mi piacciono (perché, a me, i cambiamenti non piacciono), spesso leggo e sento di pensare in modo più chiaro, penso meglio, proprio.
Quindi credo che al momento quello di cui ho davvero bisogno è leggere – quello sempre! Ne ho bisogno anche quando non so di averne bisogno. Anni fa, quando (stavo per scrivere “combattevo”, ma non è il termine corretto) ero (non mi è venuto di meglio) in piena depressione, leggevo tanto e di tutto; la mia tessera alla biblioteca e la scoperta di una libreria di libri di seconda mano sono stati la mia salvezza. Adesso, anche se non posso dire di combattere (ecco, sì, “combattere” suona più dignitoso di “giocare a nascondino e perdere sempre con”) gli stessi demoni di allora (che poi credo che i demoni cambino soltanto, non spariscono mai), la lettura è lo strumento migliore che ho per tenere a bada i pensieri negativi e le ansie (sempre inutili) e rimane il modo migliore, riservato e solitario, di concentrare la mia mente (una vagabonda, lei) su qualcosa.
Da un po’, ancora in terra inglese, leggo in inglese. Lo faccio nella speranza di migliorare la mia conoscenza della lingua e di acquisire scioltezza nell’esprimermi – un’illusa lo so! Con questa scelta, però, mi perdo tante perle, le sfumature di significato, le scelte stilistiche dell’autore… Ciao proprio, insomma. Ho comunque letto Harry Potter per la prima volta in assoluto e… Bello! Bello, bello! Ho accennato all’impoverimento del mio italiano? No, parliamone: anche se non registro un miglioramento del mio inglese – parlato, scritto, pensato e cantato -, la dimestichezza con la mia lingua madre è andata a farsi un giro. E allora leggo, leggo blog in italiano e libri in inglese, leggo e aspetto l’ispirazione per scrivere, leggo e mi riempio di bellezza e vissuti, tengo a bada la mente e domo la mia paura del tempo che passa.

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