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A distanza di più di un mese dalla mia partenza aggiungo questa canzone alla mia personale compilation spagnola.

La aggiungo adesso perché mi sono accorta solo ora quanto associ questa canzone alla mia partenza. A parte che credo sia stata l’ultima canzone che ho ascoltato nella mia vecchia casa, quando la mia camera era ormai svuotata, tutte le valigie pronte e allineate e aspettavo solo che venisse a prendermi il mio amico per accompagnarmi in macchina all’aeroporto. È anche vero che avevo scelto questa canzone per segnare quel momento, ma poi si è davvero legata a quella mia ultima settimana di vita a Valencia, sette giorni in cui ero costantemente esausta, per i pensieri non-stop, il fatto che non dicessi di no a mezzo invito e anche perché di notte non riuscivo a dormire -per non parlare dell’ultima ubriacatura scema che mi sono presa e dalla quale devo ancora riprendermi (psicologicamente, sia chiaro).
Di questa canzone mi piace l’energia che trasmette, è delicata ma energica, segna una fine ma anche un inizio (bla bla bla da partenze, lo so, ma provateci voi a partire per davvero e vediamo se non cadete nella retorica da espatriante – rimpatriante – whatever). E poi lei, la cantante, è bella -e la bellezza si lascia sempre vedere e ascoltare.

E no, questo mio spostamento di disagi esistenziali (c’è chi lo chiama trasloco) non ha nulla di simile a questa canzone, forget about glamour proprio, però c’è la stessa speranza di un po’ di luce, o meglio, di un bel bagno di luce, forse, un giorno.

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