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foto dalla rete

foto dalla rete

•Il detergente al limone usato per pulire (o anche solo profumare) i bagni del locale dove mi piaceva andare a Valencia è il detergente più usato al mondo.
La prima volta che mi è capitato di rincontrarlo -o riannusarlo -fuori Valencia, ho pensato subito al locale della mia vita precedente. Eppure adesso mi scoccia ritrovarlo in molti posti ai quali vado, è che dài che ti ridài slegherò il profumo al luogo a cui l’ho associato per tanto tempo, e non mi va l’idea.

•Gran parte della vita in Inghilterra si riduce all’esasperante esercizio di reggere porte tagliafuoco.
‘Na noia! Io non so come fanno gli inglesi a combinare la propria cultura ultra-educata e le porte tagliafuoco. Quando è che l’esasperazione arriva al limite? Io da italianotta sangue caldo l’avrei pure già superato ‘sto limite!

•Esistono i vegetariani bianchi, white vegetarian -ossia quelli che mangiano pesce e pollo.
Questa ancora non l’avevo sentita; ciò non toglie che se fossi un pesce o un pollo, a me girerebbero alquanto al sentir parlare di questi vegetariani: “e che non sono carne, io?”.

•Una delle conseguenze del vivere in Inghilterra è quella di diventare feticisti dei biglietti di auguri.
Il fatto è che la vita qua è cara -ora, non esagerata, non è che noi con l’euro ce la passiamo benissimo, ma cara sì -quindi, considerando la marea di negozi che vendono biglietti e bigliettini, uno è portato a iniziare a sfogare la lontananza da casa e la necessità di spendere soldi -sì, a un certo punto diventa necessario -con biglietti da inviare a parenti e amici.
Il problema non è tanto il costo dei biglietti che ho visto variare dalle 3 sterline e mezza ai 25 pence, no, il problema sono i francobolli, che in alcuni casi ti raddoppiano il costo del biglietto -.-“

•Due delle cose cui non riesco a rinunciare da italiana, costino quello che costino (vabbe’, quasi), sono: l’olio extra vergine di oliva e il parmigiano.
La pasta può essere del discout, il caffè -che manco bevo -può essere solubile (anche se faccio fatica a considerarlo caffè) e col pane in cassetta posso abbozzare. Eppure mangiare la pasta senza olio evo (sì, mo gli piace chiamarlo così, fa più figo) e senza parmigiano mi fa passare la voglia di mangiare pasta -e sì che ne ho viste di cose che voi umani… Per esempio la lasagna al tonno, o la pizza al pollo, o pane in cassetta e ketchup mangiati così in purezza, o la pasta preparata col pomodoro in scatola senza soffritto ne’ cottura previa. Chissà cosa mi riserverà ancora la vita.

•Meglio vedere un trailer dopo aver visto il film.
I trailer sono la causa della stragrande maggioranza delle delusioni del nostro secolo, e dato che le delusioni non le ho mai sapute gestire (perché ho sempre avuto troppa immaginazione), preferisco vedermi i trailer dopo, per ammirare o sputtanare (massì, è la stessa cosa) il lavoro del trailerista e per capire quali aspettative mi sarei creata se avessi seguito l’ordine inverso di visione, per non dire delle scene del film che appaiono solo nella promozione -una di quelle cose che dovrebbe essere classificata come truffa.

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