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foto dalla rete

•Cioè, ma davvero la colonna sonora di questo momento della mia vita deve essere “Love me like you do”? La ascolto così spesso, non per scelta, che mi sono ritrovata pure a canticchiarla da sola.
Passatemi il francesismo, ma ho avuto periodi di merda con colonne sonore migliori in passato.

•Devo smetterla di guardare film tristi.
Sono appena uscita dal tunnel delle storie vere tristi, adesso mi manca solo abbandonare il genere “struggimento assicurato”.
Ce la posso fare, si?

•Quando sono felice riesco a contenere la felicità, quando sono triste non riesco a trattenere le lacrime.
E vorrei sapere come si fa, perché non posso fare l’adulta che si fa sopraffare troppo facilmente, no? Ecco, appunto, no. Ma come si fa?

•Anche una grande attrice (Kate Winslet, un’attriciona secondo me) può finire a recitare in un pappone anacronistico, surreale e forzato.
La visione di Mildred Pierce mi ha lasciato senza parole per i temi affrontati (ai quali non avevo mai pensato prima, ok, ma che ancora non mi convincono del tutto), per alcuni atteggiamenti, secondo me, ormai superatissimi e perché mi sembra una storia (il film è tratto da un romanzo) che affronta dinamiche femminili, ma da un punto di vista maschile (anche piuttosto antiquato) risultando quindi alquanto faziosa e lontana dalla realtà.
Via, i due pounds di prestito dalla biblioteca peggio spesi -manco che non fosse un film (una mini-serie in cinque episodi, ok) di qualità, ma lo guardavo e mi dicevo “ma che davvero?!”.

•Si può sognare di incontrare qualcuno che si conosce (e si fa per dire, conosce) solo attraverso internet.
Non so quanto quello che ho appena detto sia triste -sì, insomma, la vita che oggigiorno si confonde con internet e le non-persone che lo popolano, la finzione che vince sulla realtà, cioè: get a life!
Sì, vabbe‘, ma dato che mi sono svegliata sorridendo, ho deciso di non psicanalizzarmi troppo -e poi adoro i sogni che mi fanno sorridere quando li ricordo : )

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