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sottotitolo: come mandare in vacca la propria credibilità (credibili-che?).

Il secondo giorno e già mi sputtano il titolo, non scegliendo una canzone, ma un brano musicale -e non uno, ma due. Quando si dice la coerenza. Allora (solo da italiano all’estero ti rendi conto della bellezza della parola “allora”, ancora mi scappa qualche volta):

dalla colonna sonora de Lo squalo (Steven Spielberg)

e dalla colonna sonora di Requiem for a dream (Darren Aronofski), Lux Aeterna

 

E dopo due pezzoni da angoscia assicurata permettetemi di spiegare il perché di questa scelta musicale -e sputtanare così anche i due brani (nel senso che non riuscirete più ad ascoltarli come prima).
In Spagna ho vissuto più di un anno, e quindi più di quattro stagioni, in una casa non solo senza riscaldamento, ma anche col bagno sul balcone. Esatto, signori! La prossima volta che prende quell’invidia mista a fascinazione per chi vive all’estero, ecco, lasciate perde’. Ché gli italiani che postano nei “social cosi” la foto dei 25° registrati un giorno di gennaio a Valencia, poi omettono dati interessanti come quanto possa essere fredda una casa senza riscaldamento, quanto siano prolifiche le blatte nella stessa città e quanto possa essere sporca una città nella quale non piove quasi mai. Cioè, forget about allure -e benvenuti geloni!
Dunque, pur non essendo freddi come in Italia, gli inverni non sono per nulla addolciti da riscaldamento casalingo o da un degno isolamento della casa (perché investire in un’edilizia di qualità? Perché non morire di caldo d’estate e di freddo d’inverno? Daje!), si consideri anche la variante del bagno in balcone, la mia amica e coinquilina e io ci abbiamo messo un nulla a stilare la nostra colonna sonora da “Il bagno in balcone d’inverno” -tra cui c’è da dire che figuravano anche gli immancabili Carmina Burana di Carl Orff. E davvero, sembra che i compositori delle due opere conoscano perfettamente lo strazio dell’abbandonare il calduccino del divano (scomodo) per un’impellenza improrogabile, la vittoria della natura sul progresso, del fisico sulla comodità (o quasi). Così ogni volta che si doveva andare in bagno (dopo aver rimandato all’infinito), facevamo risuonare uno di questi brani e giù a ridere -che era anche piuttosto pericoloso considerando le nostre condizioni fisiche.

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Il mondo musicale non mi perdonerà mai per questo scempio.

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