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foto dalla rete

foto dalla rete

•(Allora, io sono di quelle che dicono che bisogna indossare quello che fa stare bene e che fa stare a proprio agio, ok? Ok. Nonostante ciò) non riesco a tenere per me una riflessione sull’attuale popolarità dei pantacollant: ecco… Perché?
No, ma i pantacollant, fighi eh, ed anche io li uso, ma questo uso smodato degli stessi, mi sembra un po’ inspiegabile. Perché, soffermiamoci un momento a pensarci: i pantacollant sono una calzamaglia, no? Qualcuno potrebbe smentire questa mia visione della cosa? Allora, qualcuno andrebbe in giro in calzamaglia -chiappe non all’aria, ma visibili al mondo intero per conformazione, volumi, ritenzione idrica, buccia d’arancia, pelle d’oca, mutande e cuciture delle stesse?
Appunto, e allora perché con i pantacollant lo stesso tabù non regge?
Ho sempre pensato che i leggings servissero a mettersi quelle minigonne, shorts e magliette extralarge che sarebbero improponibili altrimenti; così ogni volta che vedo una pioniera con una maglietta o un maglioncino corto e i pantacollant come vero e proprio indumento unico (e non per andare a correre), io boh, mi sembra sempre che si siano dimenticate di mettersi qualcosa.
Oppure proprio non capisco la moda.

•Ha fatto più danni “The Secret” e la filosofia del pensiero positivo che la guerra del ’15-’18.
Perché è un dato di fatto che nessuno ha tutto quello che vuole e ci sono cose con cui c’è poco da pensare positivo quanto piuttosto da farci i conti e conviverci.
Per carità, pensare positivo è bello, ma quando una persona che appena conosco mi viene con la storia del pensiero positivo come soluzione per qualsiasi cosa, ecco, anche no. Il pensiero positivo ti aiuta sicuramente a vivere meglio, ma (così come simularlo è una forzatura) non è LA soluzione e non è IL mezzo per arrivare a ciò che si vuole, ma sicuramente un modo più tranquillo di vivere la realtà.
Però, insomma, non ce la raccontiamo, tutti abbiamo desiderato tanto qualcosa e tutti non l’abbiamo ottenuta e facciamola finita. Non essere felici non è da perdenti, non essere ricchi nemmeno e non essere tutti patinati-sprint-fighi-pimpanti non è un delitto, cavolo!

•Ti si può spezzare il cuore anche senza che ti innamori.

•Una volta che si salta la redazione e la pubblicazione di un post settimanale, possono passare mesi prima di tornare a scrivere. E non va bene.

•Così come c’è la musica giusta per sfogarsi, quella per soffrire (anche senza una ragione, a parte una innata vocazione masochista – check!) e quella per innamorarsi, c’è anche la musica giusta per quando fa freddo e si vive in una casa senza riscaldamento (sic). Un esempio su tutti: Prodigy.
Anche se, in effetti, sì, i Prodigy sono un rimedio universale, altroché Rescue Remedy…

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