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foto dalla rete

foto dalla rete

•Gli smartphone e i contratti con internet incluso sono una calamità.
O forse sono solo invidiosa io -che non ho sempre l’accesso a internet. Perché internet, sempre e ovunque, è una comodità indicibile, ma vizia il comportamento. Ormai (manco mia nonna si esprime così, vabbe’) non ci si può sedere in un bar, andare al cinema, fare una cena, una passeggiata al parco o una visita al museo, senza controllare facebook, account vari e whatsappare persone lontane su argomenti non impellenti.

•Detesto essere una persona indecisa, ma detesto ancora di più avere le idee chiare e doverle accantonare per forza maggiore.

•How I met your mother è la Bibbia dei rapporti interpersonali pseudo sentimentali.
La regola di platino della serie (non andare oltre una cortese amicizia con persone che frequenti anche per altre ragioni) ha condensato in pochi minuti la parabola di una mia frequentazione dei tempi andati (e forse pure più di una).
Tuttavia, anche se questa codificazione esatta del fenomeno mi inquieta, mi preoccupa ancora di più il fatto (certezza?) che pur essendo ora a conoscenza della regola di platino, la trasgredirò comunque in futuro. Ma dài! Come si fa a non andare oltre con NESSUNA delle persone che frequenti o che ti circondano quotidianamente??? È anche una questione di perpetuazione della specie, diamine!

•I miei genitori sono degli alternativi sotto mentite spoglie -questi sono stai a wookstock senza dirmelo!
Dopo aver loro descritto come al mio compleanno una delle mie invitate ha, sua sponte, invitato una persona che nessuno conosceva senza informarmi al proposito, loro non si sono stupiti per nulla. “E allora? Cosa ci fa?” -e sono gli stessi che non tollerano quando la gente non firma i messaggi sul telefonino, quando osano usare lo strutto nella pasticceria o chiedono le ricette di qualcosa che preparano.
Cosa mi sono persa in questi (quasi!)30 anni?

•Il trucco fa miracoli. La differenza tra le mie foto con e senza trucco è imbarazzate -.-”
E bisogna anche superare questo cliché dei ragazzi che dicono di preferire le donne senza trucco, al naturale -come se paresse bello dirlo.
Belli miei, voi non avete la minima idea di come appaiono le donne da copertina che ammirate appena sveglie la mattina, non potete nemmeno immaginarlo!

•”Bella ciao” è diventata una canzone cantata dagli italiani alla stregua (e con lo stesso sentimento sguaiato) di “Mare nero” e “Gianna”.
Non so, forse è un bene; eppure mi sembra una di quelle evoluzioni che non rendono merito ne’ a chi, o cosa, quel “Bella ciao” ricorda (l’oppressione, la chiamata a impegnarsi in prima persona, la gioventù segnata e il sacrificio) ne’ cosa potrebbe rappresentare in secondo luogo. Perché se è stata una canzone contro il nazi-fascismo, c’è poco da cantarla come un coro da spiaggia; se invece è una canzone comunista (perché, sarà una cosa molto italiana, ma quello che non è nazi-fascista è necessariamente comunista) allora dovrebbe cantarla chi ha una coscienza e una posizione politica ben definita.
Oppure sono la solita bacchettona del c… avolo.

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