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foto dalla rete

•Mi sono accorta che al presentarsi di certi ricordi, finisco per fare un’alzata di spalle.
Da gesto involontario farò diventare l’alzata di spalle il mio esercizio per liberarmi da certi tarli che tornano a buttarmi giù ciclicamente.
Male male avrò esercitato il trapezio.

•In una camera chiusa per qualche settimana i ricordi si concentrano meglio.
Riaprendo la mia stanza dopo le vacanze sono stata travolta dai ricordi, tutti, tutti insieme -e alla fine troppi.
Quasi quasi vado a dormire sul divano.

•Alle donne innamorate non le smuove nemmeno una cannonata.
Quando siamo innamorate diventiamo tutte eroine romantiche. Spesso sono orgogliosa (poiché appartengo allo stesso genere) della forza che le donne riescono a dimostrare in amore, altre volte penso che sfioriamo la scellerataggine (l’ho messa in modo diplomatico, eh!).

•Sono in piena fase cinica e femminista.
Le ultime storie d’amore che ho visto o di cui ho letto mi hanno lasciato tutte molto scettica in quanto alla parità di diritti delle due parti, alla lealtà e alla purezza del sentimento. Quando tornerò a vedere l’amore per quello che è? -Sempre che si possa definire, ovvio. Quando potrò evitare interpretazioni psicoanalitiche e socio-culturali per spiegare, e svilire, un sentimento?

•Razionalizzare non mi serve a nulla.
Il risultato che ottengo dal fare ragionamenti sensati, maturi e logici per uscire dall’ossessione avvilente e dai pensieri ripetitivi è pressoché nullo.
Ho deciso quindi di ricorrere ad altri metodi anti-crisi(di nervi). Oltre all’alzata di spalle, per evitare di produrre acido lattico in eccesso (perché le mie ossessioni, già so, mi richiederanno più di un’alzata di spalle), i rimedi che adotterò saranno: leggere, scrivere (ricorrendo possibilmente all’ironia, anche sforzandocisi-mivisì), prendermi cura di me (meglio una maschera per il visto a un attentato alla mia autostima), guardare film e studiare una lingua (meglio imparare una parola in più piuttosto che affondare nell’autocommiserazione) -ma soprattutto sfinirmi di leggere, ecco.
Dato che trovare spiegazioni ragionevoli e di buon senso non mi basta, tanto vale non ragionare troppo e impegnare la mente in un’altra cosa. Funzionerà? Le intenzioni sono ottime, i risultati, vedremo…

•Forse far coincidere un viaggio (manco lungo, ma che comporta comunque un cambiamento), due film al cinema e l’inizio di una nuova lettura è un po’ troppo tutto insieme.
Oltre alla mia innata capacità di deprimermi, aggiungere un cambio di paese, un romanzo ambientato in Canada\India, una storia francese* e un’altra dell’ottocento inglese**, è chiedere troppo a me stessa -e così mi sento spaesata.

•Ogni volta che devo tornare a casa è come se fosse Natale.
Non c’è nessun altro momento che eguagli la vigilia del ritorno a casa in sollievo e allegria. Vorrà dire qualcosa?

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*Allora, parliamone. Les yeax jaunes des crocodiles (o Los ojos amarillos de los cocodrilos, per come l’ho visto io) è, secondo il mio punto di vista, un film evitabile. Confido che il romanzo meriti di più, anche perché non ci vorrebbe poi molto. Oppure guardate il film anche solo per darmi retta ^^

**The invisible woman -un bel film tranne se si ha voglia di farsi due risate, non vedere Ralph Fiennes imbruttito o se si sta attraversando una fase femminista-nichilista.

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