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•A me, gli italiani piacciono poco.
Questo non perché gli italiani abbiano un problema -anzi, ne hanno uno in meno perché non hanno me -, ma perché io ho qualche problema di… Superbia? Presunzione? Puzza sotto al naso? Può essere, ma gli italiani -soprattutto quelli all’estero (come lo sono io, sic) -li capisco troppo bene affinché mi sfuggano le loro meschinità, le scemenze, le banalità e le spacconerie che dicono. Il problema non è essere italiani -perché l’Italia non solo mi appartiene, ma mi piace -, il problema è parlare la stessa lingua e capire tutto quello che viene detto. Perché è inutile dire che il brasiliano tontolone, l’americano scialacquato e il francese scorbutico (gli aggettivi mi sono venuti così, d’amblée -prima che si sfiori lo scontro diplomatico -,non appartengono a ogni nazionalità) ai miei occhi saranno sempre più affascinanti perché non posso cogliere la portata e le sfumature delle loro scempiaggini -anzi, ne rido come una sgallinata, e mi faccio infinocchiare, ovvio.

•Più scopro Nora Ephron, più mi piace.
Ho scoperto adesso che esiste un’autobiografia intitolata “I remember nothing and other reflections”: come ho fatto a vivere senza finora? Ecco, appunto, già mi manca il respiro: deve essere mia!

•Per me sarà sempre un mistero perché le pratiche spirituali new age siano sempre indissolubilmente legate alla necessità di bruciare incensi dall’odore improbabile -e di discutibile natura. In che modo degli aromi artificiali di rugiada dell’amazzonia e di spiritual passion, mi faranno raggiungere il nirvana?

•(Sono sicura di averne già parlato, ma torno a farlo perché non smetto di sorprendermi) Le coppie, per me, sono un mistero. O meglio, due.
Da un punto di vista più superficiale, quando vedo due abbracciati o mano nella mano per strada, sempre chi chiedo -Ma come ce l’hanno fatta?
Quando vedo una coppia, che conosco bene (e forse più di quanto voglia), mi capita a volte di chiedermi come facciano due estremamente diversi a stare insieme. Perché io non ci credo alle situazioni in cui uno è vittima dell’altro -a parte nei contesti di abuso, ma qui stiamo parlando di coppie in situazioni meno estreme -; i componenti di una coppia si scelgono, e se si scelgono hanno qualcosa in comune -insomma, per dire che abbraccio la teoria della coppia come associazione a delinquere. Allora perché continuo a vedere coppie nelle quali vedo uno squilibrio enorme? Lei brillantissima e lui un carciofo, lui splendido e lei opacissima, lei giramondo e lui ottuso, lui impegnatissimo e lei inetta. Cosa mi sfugge?

Il sesso è una bomba? È questo?! Ok, ma non è che il sesso obblighi ad andare in vacanza insieme, a presentarsi agli amici come una coppia e ad arrivare a presentarsi a casa dei genitori, no? Ecco, appunto.

•Le mie canzoni del pianto garantito o rimborsati (e io, per come hanno funzionato finora, non potrei mai chiedere un rimborso, per dire), quelle del “sento il bisogno di piangere ma non mi viene”, quelle che me le dovrebbe passare la mutua come cure basilari sono (indovinate pure prima di scoprirle) questa e questa. Ormai mi è chiaro. Se invece ho bisogno di un cambiamento dal solito, questa -che poi è sempre il solito.

•Il paracetamolo è una delle più grandi scoperte dell’uomo.
Dopo ventiquattro ore passate con la febbre, cullando la teoria eroica de “le medicine sono veleno”, “tanto passerà da sé”, “sfondo il letto e sopporto in silenzio”, ecco, dopo questi bei propositi, ho ingollato una santissima pastiglia di paracetamolo e ho trovato la pace. Il resto lo ha fatto il libro della Ephron -che non ho potuto non comprare.
Dio benedica il paracetamolo.

•Una delle cose che detesto dell’influenza è quel limbo in cui ci si trova una volta passato il peggio -dolori e febbre insomma -e appena prima di tornare alla vita di sempre.
Quando andavo a scuola mi prendeva un vero e proprio malessere esistenziale prima del rientro nella routine; adesso, pure. Vorrei solo avere ancora un po’ di tempo per crogiolarmi nella sospensione dalla vita che l’influenza giustifica. Non ho voglia di vestirmi, non ho ancora voglia di farmi la doccia e non ho voglia di interagire con il mondo esterno. Ecco.

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