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•Non mi piaccio.
E non mi riferisco al punto vita, all’altezza o ai capelli. Questa settimana ho scoperto che non mi piaccio come persona. Cosa dire? È un po’ una botta. Perché lo so che tutti hanno i propri problemi e le proprie paure, ma quando vedo le persone che mi piacciono, mi rendo conto che non somiglio loro in nulla. Non sono solare, non sono socievole, non sono comunicativa -davvero, parlo a fatica quasi in qualsiasi lingua (sì, perché in inglese divento un po’ più sgrillettata, lo riconosco), non comunico i miei sentimenti -soprattutto quelli positivi, se può essere peggio -, non faccio tutti i complimenti che vorrei, sono diffidente e pigra. Con la fortuna che ho di passare tempo con persone che mi piacciono, a volte mi chiedo perché dovrebbero passare il tempo con me considerando le mie qualità sopraelencate. A volte penso che debba fare qualcosa per cambiare, che mi manca qualcosa per raggiungere il livello di sicurezza e spontaneità degli altri. Altre volte penso che l’unica cosa che posso fare è accettarmi. Non ci si può trovare mediocri a vita, bisogna pur porre fine a questa guerra interiore senza vincitori. Non so se ci si arrivi per stanchezza o per maturità -o perché ci si crede veramente che ci si piace… Naaa, fantascienza.

•Per lasciare andare del tutto qualcosa che prometteva di essere bello ma non è arrivato a esserlo, bisogna avere qualcosa di molto bello che ti riempie la vita. O anche solo un grado di saggezza superiore. O un briciolo di maturità, certo.

•Pensavo che l’imbarazzo caratterizzasse l’inizio di una conoscenza, e invece no, a me l’imbarazzo prende dopo.
Con una persona alla quale ho parlato senza sovrastrutture, ora, chiacchierando, non riesco a frenarmi dal guardarmi la punta della scarpe -che, onestamente, il viso di chiunque è più interessante della punta delle mie scarpe.

•Odio quando le mie sensazioni in merito a qualcosa sono così forti che se gli altri mi smentiscono non fanno altro che irritarmi.
Non mi si dica (e non si insista poi) che non è come penso se, quando quello che dico si verificherà -perché tanto si verificherà -, la mia umiliazione non potrà che essere maggiore.

•Non stare bene con lo stomaco fa fare riflessioni deprimenti.

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