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•Mi sono resa conto che ho la certezza che gli altri pensano a me -e parlo di altri con cui ho condiviso bei momenti -molto meno delle volte di quanto li ricordo io.
La certezza che le uscite, le risate, le tenerezze, le cose dette tornino in mente solo a me… Supererò questa convinzione? O posso anche solo chiamarlo vittimismo?

•Continuo a fare fatica a capire come le persone facciano ad avere le idee chiare, come facciano a porsi un obiettivo e a fare strategie per ottenere quello che desiderano.
Perché so di essere inesperta, ingenua e sognatrice, ma quando mi viene detto di dover capire cosa voglio (nulla di più giusto, giustissimo figuriamoci!) e di dover comportarmi in maniera più egoista, o quando mi vengono suggerite strategie per ottenere l’attenzione di una persona, ecco mi intristisco. Perché è come se il sogno di qualcosa di speciale, di inaspettato e di delicato andasse a farsi friggere all’istante. Tutti i consigli che mi vengono compensati, quelli che le amiche mi danno come soluzioni alle situazioni che presento loro -e dei quali sono comunque grata, perché mi permettono di avere  punti di vista diversi -mi fanno capire che molte volte il mio desiderare qualcosa, dipende quasi più dal modo in cui potrei ottenerlo ché nella cosa in sé. Se per avere gli occhi di quel ragazzo su di me, devo prima conquistarmi la sua fiducia da amica e confidente per poi fare la femme fatale, ecco, cioè, non mi va manco più. E a questo punto non so se è perché non voglio per davvero quel ragazzo (un esempio come tanti) o se è il modo in cui devo comportarmi per avere la sua attenzione che mi fa passare la voglia. Eppure si deve trattare della scelta di obiettivi sbagliati, della mancanza di idee chiare o di semplice grinta. Perché per qualche oscuro motivo ho questa sensazione che, nonostante i piani o le strategie studiate ad hoc, la vita sa dare di meglio di quello che si potrebbe mai pianificare a mente fredda -un ulteriore esempio di autogiustificaziione e velleità di dare una struttura dignitosa alla mia pigrizia?

•La ceretta viene meglio quando i peli superflui sono più lunghi.
Hai voglia di cerette con i peli in fase di ricrescita… Ormai tra una gonna e l’altra sfoggerò un mese di pantaloni, ma con la gioia che mi dà il sapere che alla prossima ceretta se ne andranno via tutti, senza tentennamenti inutili e antiestetici. La scoperta del secolo, via.

•I film danno una percezione sbagliata della realtà e generano frustrazioni.
In quale film i protagonisti, sotto i trent’anni, passano le notti in bianco per la gastrite? Vero? Nessuno. Tutti svegli con un esemplare adulto molto sano e molto svestito tra le stesse lenzuola, tutti a dormire su qualsivoglia supporto (divano, sedia, tappeto, vasca da bagno) dopo l’ennesima sbronza, tutti a rimorchiare e a fare festa dopo il bidone rifilato dal più ragazzo più figo dello Stato. Non come me, che alle 5 del mattino -dopo una cena di insalata e panino alla mortadella -, mi sveglio con una gastrite epocale -a letto da sola, ovvio (la compagnia sarebbe servita a poco). Ormai non so se il mio sonno si interrompe per la gastrite o per il pensiero di quanto sia triste svegliarsi di notte per la stessa.

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