foto trovata qui

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•Non c’è niente di più difficile del non avere paura.
Al saggio non invidio il sapere, quanto il non avere paura. Perché posso dissimulare quanto mi pare, posso fare la sostenuta, la donna vissuta; poi, una sera, fuori con amici, al tavolo all’aperto con le birre e i bicchieri di vino di chi si sta godendo la vita, quella stronza torna a farsi viva.
E se lui non mi ricercasse mai più?
E se nulla andasse come vorrei?

•Ho realizzato che, quello che non mi fa vivere fino in fondo ciò che sto passando, è un incrollabile senso di incredulità.
Mi stanno avvenendo cose che succedono nella vita di un po’ tutti, solo che io (ma davvero, eh!) pensavo non mi sarebbero mai capitate. Quindi sì che mi succedono delle cose belle, ma sono così stordita dalla sensazione di irrealtà che mi danno che non me le godo. Passerà?

•Uno shampo pagato 15 euro lava bene i capelli.
E ci mancherebbe.

•I ragazzi non vanno provocati (nel senso di messi alla prova con risposte tranchant), parola di mio padre.
Ché a quelli poi passa la voglia, non ci si mettono proprio, ci rinunciano –e pure con una sensazione di liberazione.
Ed è vero che, per quanto io sia accomodante, riesco ad avere delle uscite di un’asprezza notevole -e non ci vuole un genio per capire che potrebbe essere un problema. È che, dopo anni di flessibilità e carattere tranquillo e “per me è uguale” (perché, davvero, io non capisco le persone difficili:  acqua liscia o gassata, zucchero bianco o di canna, aria condizionata o finestrino aperto, cioè, dài, cosa cambia?) ho subodorato che a far capire che non sei impossibile ci si rimette, gli altri pensano di poterti fare un po’ di tutto, tanto per te “è uguale”. Ecco, questa differenza tra il farsi rispettare e l’offendere è difficile da capire per me. Possibile che dare una risposta spiccia metta in gioco tutto? Possibile? Ho avuto una settimana difficile, sono stanca, mi sono creata delle aspettative (colpa mia, chiaro) e ho appena ricevuto una delusione.
Se dico una cosa che ferisce, a me piace il tipo che mi risponde a tono e senza paura, non quello che s’offende, si zittisce e sparisce. Mammolette!

•Dopo più di un mese di prurito ininterrotto, forse è il caso di prendere appuntamento da un medico.

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