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Immagine dalla rete

Ci fermiamo sul ciglio di un immenso campo fiorito. È un cimitero. Ogni tomba, immersa nella terra come radici di uomo e donna, ha un mazzo di fiori coloratissimi. Nel terreno sono piantate eliche che s’animano a ogni soffio di vento, un cenno per ricordare ai vivi che esistere è un flusso. Scendiamo dalla moto e attraversiamo il prato, com’è gradevole e sensato questo modo di raccontare chi non c’è più.
-Vedi, Andre, qui sotto ci stanno i morti –dico.
-Morti, papà.
La vita è così, aggiungo, sicuro che capisce.
Andrea senza dire nulla si toglie le scarpe, a piedi nudi apre le braccia e vola attorno come una grande farfalla e il suo sorriso è una finestra spalancata da una stella lontana.

Se ti abbraccio non avere paura, di Fulvio Ervas

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