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•Non leggere l’oroscopo se non si è disposti ad accettare quello che prevede.

•Quello che più mi fa imbestialire della guida, oltre alla mia innata imbranataggine, è quando mi si dice di fare questo o quello come se fosse la cosa più facile e scontata di questo mondo; io là proprio pianterei l’aria sottomessa di chi sta imparando e scatenerei scenate epiche -se solo mi consentissero di avere un minimo di ragione (e secondo me con le scenate si regala la ragione all’altro, ed io, ad avere ragione, ci tengo).
Comunque sono arrivata alla personalissima opinione che (indulgenza verso di sé all’ennesimo livello) si apprendono le cose facili prima di passare a quelle difficili e non il contrario. A uno che studia inglese da un anno non si chiede di esibirsi sul teatro di Shakespeare in lingua originale -se non per rispetto dello studente, almeno per rispetto del drammaturgo inglese.
A me, fare manovre non proprio elementari, con il mio livello di padronanza della guida, fa sentire un’idiota, mi fa sentire in imbarazzo verso il mondo (anche se poi il mondo, giustamente, se ne infischia di me); non è motivante, né stimolante, è solo umiliante. E lo so che ho chi si prende la briga di dedicarmi tempo e pazienza, che non è scontato, e che ho solo che da imparare, però è anche come dico io. Mi si assecondi, fate di sì con la testa, già mi basterebbe.

•Ci sono volte in cui mi sento più sola di quanto non sia. Uno di questi momenti è quando, nelle tavolate di famiglia, i miei familiari chiedono ad altri familiari di certi conoscenti comuni o anche solo di amici per sentito dire. Ecco, in quei momenti, mi sale un’autocommiserazione da povera esclusa che lèvati.
Poi mi ricordo che sono asociale e mi si chiarisce tutto.

•Prima di un qualsiasi cambiamento mi faccio prendere da sentimentalismi ad alto tasso di pateticità.
Giuro, in quei momenti di sconforto (sentimentale -e patetico), non solo fatico a gestire l’ansia che mi monta dentro, ma mi prende anche l’imbarazzo di non poterne parlare con nessuno perché potrei solo dire cose patetiche (e sentimentali). Perché, diciamocelo, i cambiamenti fanno schifo anche quando sono bellissimi.

•Per ogni libro che compro, scopro due nuovi romanzi da leggere -e che mi mancano, ovvio.
Forse i libri, e il loro acquisto, non mi danno solo euforia, ma anche un senso di immortalità. Finché c’è un libro da leggere c’è vita, libri ce ne saranno sempre ergo…
E poi ho una marea di libri che aspettano di essere letti, non posso permettermi di sottrarmi al dovere, tipo passando a miglior vita, giammai!

•È probabile che Vita di Pi sia stato pubblicizzato come un film per le famiglie.
Deve essere così, oppure non è colpa della distribuzione ma delle famiglie che, nel vedere il trailer, hanno associato “film con animali” a “film per bambini”, altrimenti non me lo spiego. Perché, no, non l’ho trovato un film per bambini, in parte per ciò che racconta, in parte per la tensione di certi momenti non propriamente disneyani. Dico solo che la mia vicina di posto, età 6/7 anni, nei momenti di tensione tra il protagonista e la tigre, faceva il tifo per la tigre. Là le avrei volentieri fatto intendere che se *SPOILERINO* il protagonista arrivava a raccontare la sua storia da adulto, forse non era la tigre ad avere la meglio…*END OF SPOILERINO* Poi però mi ricordo che, per essere una cinica misantropa senza cuore, sono ancora troppo giovane; ce n’è di tempo prima di dire ai bambini che Babbo Natale non esiste… Peccato.

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