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immagine dalla rete

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Tra due giorni, quando il mondo finirà, e verrò convocata da un… Da chi potrei essere convocata? Da un funzionario dei cieli? Facciamo così (sono un’ottimista), so perfettamente cosa rispondere alla richiesta di quali siano state, secondo me, le gioie della vita. Tra le gioie della vita? Trovare dei libri usati superscontati. Che domande, funzionario!
Per esempio, l’altro giorno a Firenze, dopo aver scoperto una galleria di negozi -non è la prima volta che vado a Firenze, ma quella galleria, sotterranea, a Santa Maria Novella, e ‘un l’ho mai vista -, ho scoperto con entusiasmo un negozio di libri nuovi e usati superscontati. Spulciando per bene e prendendomi tutto il tempo -in quei momenti, per me, attacca la canzone We have all the time in the world perché non si può mettere fretta ai tempi necessari per riconoscersi e appartenersi (ah, l’amour…) -ho trovato tre libri a tre euro l’uno. Due libri appartenevano alla mia lista di libri da comprare -sì, ne ho una, scritta al computer, stampata su carta e piegata nel portafoglio così l’ho sempre con me (e sì, siamo in piena patologia: non solo lo faccio, ma lo dico e me ne vanto pure!). I tre libri sono: Lo scafandro e la farfalla, letto dalla biblioteca e amato ai tempi; Pappagalli verdi, anni e anni di “lo compro non lo compro, lo compro non lo compro” e ho dato un taglio a ‘sto tira e molla; e un libro di Bergonzoni, quello col titolo infinito (Non ardo dal desiderio di diventare uomo finché posso essere anche donna bambino animale o cosa).
Oggi, invece, passando da una libreria che si trasferisce, ho fiutato la svendita e, una volta letto il cartello di tutto a un euro, mi sono data da fare. Due passate, ché al primo giro qualche titolo può sempre sfuggire e mi sono orgogliosamente presentata alla cassa con i miei nove libri. È palese, scontato, inutile riconoscere che, a certe cifre, si tendono ad acquistare titoli che normalmente non si prendono in considerazione. Nessuno dei libri che ho comprato appare nella mia lista to buy: alcuni l’ho letti tempo fa dalla biblioteca e quindi non li ho come me -ma in una libreria ci stanno bene (Dieci piccoli indiani e Uno studio in rosso), altri sono titoli noti o di autori noti (Frankenstein, La guerra dei bottoni, Napoli milionaria e Il raggio di sole sul balcone -Marcel Proust), un altro perché l’autrice ha un bel nome (Felicità – di K. Mansfield), un altro perché è chick lit (e io qui devo confessare il mio desiderio di darmi alla chick lit, è la chick lit che non ricambia: ci provo a leggere i romanzi rosa, ma non è che mi intrattengano molto) e un altro perché mi deve chiarire i termini ebraici o yiddish che compaiono spesso nei romanzi degli autori di cultura ebraica -quelli (tutti!) che non spiegano mai a cosa cavolo si riferiscano.
L’altro giorno invece a Roma un cartello segnalava libri di narrativa a tre euro e lì mi sono appropriata di Il viaggio d’inverno della Nothomb -romanzo che non avrei comprato a prezzo pieno, non so nemmeno se mi piacerà, ma un libro della casa editrice Voland a 3 euro (la Voland c’ha la fissa dei 12 euro, anche per libri che sfiorano le 100 pagine, con tanto di prefazione), come dire? Non si ha da lasciare, s’ha da prendere: è questione di principio. Che poi, diciamolo, detesto le questioni di principio, ma è anche vero che ci sono principi e principi -così come ci sono principi e prìncipi (vabbe’, m’è scappata).

E… Sì, è un po’ scemo comprarsi libri a qualche giorno dalla fine del mondo, mi mancherà sicuramente il tempo di leggerli; ma tanto vale dirlo: a me comprare libri gusta quasi più del leggerli -anche se non compro per comprare e faccio delle scelte, altrimenti avrei una collezione di copie di Elementi di fisica quantistica (what’s?), Diritto pubblico (che io sono dell’idea che bisogna sposarsi o un avvocato o un commercialista, si fa prima ;-) e Introduzione alle lettura dei Promessi sposi… E, come dire? No. Però mi si dia una bancarella o un negozio con libri usati o in offerta e, a me, la giornata,  migliora magicamente.

E voi, invece, quando dopodomani avrete il vostro colloquio col vostro personal funzionario dei cieli (siamo ottimisti!), cosa risponderete a quali siano stati i piaceri della vostra vita?
E cosa rispondete a me se vi chiedo quale sia stato il vostro affare migliore, quello che vi ha dato più soddisfazione?

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