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foto trovata qui

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•C’è una certa tendenza a individuare facilmente quali siano gli errori commessi dagli altri, salvo poi ignorare quali siano i propri.
Non so cosa darei per poter superare questa tendenza (che oh se m’affligge, conto però di essere in buona compagnia) -soprattutto perché, una volta individuati i miei limiti, potrei rinfacciare agli altri i loro più consapevole delle risposte che potrei ricevere -maturità portami via!

•La convivenza è un incubo.
L’ho sospettato, l’ho verificato e continuo ad averne prove.

•I calzini rossi sviluppano per natura un eau de pieds più sostenuto -giro di parole -di qualsiasi altro calzino -oddio, forse giusto quello sintetico se la batte (ma, insomma, col calzino sintetico si va nel penale, non scherziamo).

•Verso le sei/ sei e mezzo di pomeriggio, d’inverno, scivolo in uno stato di torpore\pseudo-sonno irrecuperabile.
Temo che le cose che apprenderò ogni settimana si ridurranno a tre e scritte in modo più che elementare se le mie funzioni celebrali entrano in standby ogni pomeriggio -e ci mettono tanto a riattivarsi ogni mattina.
Mi converrà andare in letargo?

•Il Papa (addio, adesso mi paragono al Papa, il prossimo sarà Dio, poi non so) può permettersi certe posizioni che, se le assumessi io, sarei giudicata come minimo medievale. Come minimo.

•Lavare i piatti dopo aver avuto ospiti è un’ottima attività per scaricare la tensione.

•Sono un cicinin volubile.
Se anche un viaggio a Firenze (bella bella!), prima di Natale (bene bene!), a causa di una previsione meteo non ottima, può diventare, da “figo figo figo” a “mpf”, forse sono un pochino volubile (oltre che a corto di aggettivi). Mpf…

•A ogni invito a casa, il mio lavoro di “teniamoci sul semplice, non spariamoci tutte le cartucce e non spendiamoci la tredicesima per tre ospiti”, con i miei genitori, è fiato sprecato.
Dopo essersi sentiti definire “‘gnorante” una pasta preparata con cura ed equilibrata nei sapori, ho sperato in un cambio di direzione, ma niente: i miei hanno la memoria corta.

•Se non voglio cambiare tutto il guardaroba (invitante) aumentando tutto di una taglia (no invitante), forse dovrei cominciare a mangiare di meno.
È qualche mese che non la smetto di zavorrarmi, non perdo occasione di archiviare calorie -ogni lasciata è persa, così si dice, no? Forse però la sto prendendo un po’ troppo alla lettera -e i pantaloni mi ricordano costantemente quale dovrebbe essere il buon proposito di ogni prossimo lunedì. Sono un paio di mesi che me la racconto: ‘sto lunedì ha ancora da veni’. Già, perché poi penso a tutti gli ambiti nei quali la mia vita (sostituibile con “io”) non brilla, mi ricordo che non fumo, non bevo quasi mai, non ho sviluppato dipendenze che richiedano rehab -shhh, nessuno indaghi sulle mie manie ché sono ancora socialmente tollerate, shhh -e mi perdono qualsiasi occasione mangereccia non persa. Se solo fossi una difficile col cibo…

•Tra gli atteggiamenti (degli altri, of course) che mi fanno perdere le staffe, c’è la scarsa cura con cui alcuni trattano le “cose” e i rapporti degli altri, salvo poi chiedere che le proprie “cose” e amicizie vengano trattate con riguardo.
Eccerto! Stai tranqui, te le tratto con riguardo, mica sono come te! -maturità portami via! reloaded :-\

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