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foto dalla rete

•Mangiare melograni equivale a ridurre la cucina a una scena del crimine: tra i chicchi che schizzano via impazziti, quelli che si calpestano per sbaglio, il succo che tinge tovaglioli e strofinacci: ‘na traggedia! Per non dire come mi si riducono le mani… ‘Na zozzeria!

•Ho incontrato un meccanico che tiene l’officina così in ordine, ma così in ordine, che al prossimo invito, i miei ospiti li porto a mangiare direttamente nel suo garage -un tavolino da pic nic, due sedie piegabili e via! Chi me lo fa fare di pulire e rassettare casa quando c’è già uno spazio così impeccabile?

•Ci fosse una, una (one, un, eins, satu, 1), persona che quando le dai qualcosa, non si allarga; ce ne fosse una che quando le fai qualcosa, non sente che le è dovuto. Possibile che siamo tutti così?

•La famiglia è l’unico insieme di individui cui non si può piazzare un vaffa a cuor leggero.
Se penso a quante esortazioni a cambiare paese mi verrebbero spontanee  ma non arrivano a palesarsi, mi vien da pensare “che peccato!”. Se penso a quante esortazioni ad andarmene a un certo paese mi risparmio per un immeritato legame di sangue, penso “che fortuna!”.

•Domenica circa duemila italiani si sono alzati e sono usciti di casa per votare con scheda nulla alle primarie del PD.
Inutile dire che muoio dalla voglia di sapere chi so’ ‘sti duemila italiani (circa) che si sono registrati, hanno fatto la fila e hanno pagato due euro per consegnare una scheda nulla. MU-O-I-O!

•Ho scoperto la possibilità di leggere un post a caso nei blog di wordpress.
Fantastico! Già so che affiderò a questo strumento le scelte importanti della mia vita. Una scelta da fare? Consulta un random post prima di prendere una decisione! ;-)

•Due grandi direttori d’orchestra, tra di loro, si fanno regali normali.
Quando lunedì, a Che tempo che fa, ho visto Zubin Mehta allungare un regalo impacchettato a Daniel Barenboim, io già mi immaginavo uno spartito antico, una partitura originale, unica al mondo, manoscritta e con le correzioni scritte con lo stesso sangue di qualche celeberrimo compositore parruccone. E invece no, niente di tutto questo.
Il Maestro ha regalato all’altro un maglione -che tenerezza! No, dico: un comune cardigan blu -comune… Scommetto senza remore che pure l’etichetta era in puro cachemire, ma non è questo il punto. Il punto è: da dove cavolo mi è venuta l’idea delle correzioni scritte col sangue? Molto meglio il cardigan, Maestro Mehta, molto meglio.

•Gli autori di Desperate Housewives si sono bevuti il cervello. Non so trovare altra spiegazione alla scelta di far separare gli Scavo.
SHHHHH! Zitti! Non mi dite come va a finire, per carità! Non vi venga in mente di spoilerare ‘ché chi spoilera non è figlio di Maria, non è figlio di Gesù, quando muore va laggiù. Tiè.

•Se io non sono un asso alla guida (non a caso giro con la mia bella P -il cui significato sarebbe comunque evidente anche senza essere visibile), non è che gli altri siano dei fenomeni -anche solo di logica.
Se inchiodo (perché non rallentare? Vabbe’, non stiamo qui a cavillare, mi fustigo per molto meno, su) a uno stop, non mi pongo il problema di quello dietro che lo stop non l’ha visto. “Se tu inchiodi così e io ti vengo addosso, dopo ho torto io”. Ehm-ehm. “Di grazia: da quando sono responsabile del tuo avere torto?”. Perché io so’ negata e ci sta, ma ci sta anche lo stop, e se alla vista dello stesso non rallenti per fermarti e mi viaggi dietro a tutta callara, io non saprei proprio cosa farci. Certo, potrei attraversarlo dritto per dritto e prendermi io il torto al posto tuo. In your dreams, honey.

•’Sta tendenza a dover capire gli altri (che è una sòla bella e buona: ciò che qualcuno prova, lo si capisce quando ci si passa in prima persona, lì sì che fa male) mi ha altamente stufata. Perché ho avuto delle fortune che gli altri non hanno, perché le situazioni degli altri sono peggiori delle mie, perché sono giovane e inesperta, perché e perché. Mo basta. Devo sopportare gli altri? Beh, altri, sopportatemi un po’ anche voi.
Sei infelice e vuoi stare al centro dell’attenzione? Guarda, oggi non mi va, facciamo un’altra volta? Facciamo che vado in aspettativa da pretese irragionevoli e capricci prepotenti?
Ho abbozzato tante volte, perché non ancora una? Perché non sono nata per abbozzare, né per accontentare tutti.
La vita è stata dura e tutto a un tratto sono diventata io il tuo problema? No, non sparare cavolate, non pensare di convincermene, non ci provare nemmeno -se vuoi impiegare il tuo tempo a crederlo, fatti tuoi, ma non sprecarne per rendermi nota questa tua  conclusione fuori dal mondo.

•Scrivere su un blog quello che vorrei poter urlare ad alta voce (sbattendo un po’ di oggetti a tiro e puntando l’indice contro l’interlocutore -sennò che gusto c’è?!) è molto liberatorio. No, davvero, so che i miei sfoghi non sono di nessun interesse per chi legge, ma io già mi sento meglio. Ahhhhhh, where were we?

•La prossima volta che mi viene in mente di chiedere (a distanza di un mese) quanto debba a un professionista per una consulenza di meno di un’ora, mi faccio passare la voglia. Meglio fare la gnorri, meglio sorvolare, meglio farsi cercare, soprattutto quando alla fine dell’incontro ci si sente dire che “Ma no, guardi, per questa volta nulla”. Come faccia “nulla”, a distanza di un mese, a diventare 188 euro, no so -non sarò portata per la matematica, ma non sono manco mai stata rimandata in materia. Comunque scema io a chiedere.

•Miei followati, sabato c’avete avuto un da fare che (quasi) manco una citazioncina-ina-ina scritta in fretta e furia avete pubblicato. E che è?!
Beati voi.

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