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foto dalla rete

•Credo di essere l’unica sulla faccia della terra (vabbe’, manie di protagonismo) a non avere uno smartphone.
Ebbene sì, sono una delle poche che usa il telefonino per telefonare, trasgressivissima me!

•Usare le faccine crea dipendenza.
Nel combattere questa dipendenza (o per far finta di non esserne affetta) non ho usato nessuna faccina in un commento che ho lasciato. Quanto può essere zotico un commento che vuol essere simpatico ma non ha una faccina sorridente alla fine? Tanto quanto quello che ho scritto io :-( Trollissima me.

•Quando supererò la vergogna che provo per me stessa, per le mie inettitudini e per la mia vita, credo che vivere avrà tutto un altro sapore.
Spero di assaggiarlo, un giorno, questo sapore. Chissà.
C’è qualcuno là fuori che saprebbe descrivermelo?

•Credo anche che quando inizierò a vedere la vita non come una serie di cose rognose da sbrigare e da levarsi di torno, ma come la possibilità di realizzarmi  attraverso quello che so fare (e che faccio perché voglio farlo -indecisa e pigra, che altro? Fifona, già, pure quello!), svegliarsi la mattina avrà un altro senso -o anche solo un senso.

•Incontrare una persona cordiale è sempre un evento.
Se solo in borsa non avessi un portafoglio voluminoso (tutto pieno di scontrini, mica altro, sè!), un libro da leggere sempre pronto, l’acqua da bere, fazzoletti e salviette umide, le chiavi, un’agenda per gli appunti urgenti e qualche sampietrino per arrotondare il peso al quintale, mi porterei una bottiglia di bollicine per festeggiare l’evento quando accade. E lo dice una che è stupidamente umorale -e asociale.
Fatevelo dire, voi persone cordiali là fuori siete come il cioccolato svizzero, la Cappella Sistina e le musiche di Morricone. Sto cercando un modo per dire che siete patrimonio dell’umanità. Grazie -approfittatene, sono in un momento buono ;-)

•Che non mi si venga a dire che l’infinito è un concetto astratto. Non mi si venga a dire che un essere umano non potrà mai ricoprire uno spazio di tempo infinito nel compiere un’azione.
Avete presente da quanto tempo devo inviare un’email? No? Avete in mente quanto tempo ancora ci metterò a scriverla questa e-mail? Esatto: un tempo infinito.
Non scrivetemi e-mail e non chiedetemi di scrivervi e-mail, vi supplico; e non chiamatemi nemmeno al telefono ché è, se possibile, peggio. In quel caso il problema non è il rimandare all’eternità, no: è il mio toccare il fondo dell’imbranataggine umana -e non (umana, intendo).

•Ho scoperto che si può fare una telefonata che si spera di non fare, si può accantonare un progetto che si sperava di realizzare e si può, semplicemente, tirare avanti.
Il fatto è che, prima di tirare avanti (perché, poi, tanto la solfa è sempre quella), vorrei dare sfogo a un po’ di frustrazione: chessò un sano pianto a dirotto, una litigata con un povero cristo innocente, un po’ di strazio liberatorio, ecco. Tuttavia… Non mi viene. Temo di reagire alle situazioni a scoppio ritardato -quando lo scoppio avviene (what liberty!) e non mi limito a trascinare qualcosa di non identificato e pesante per settimane e settimane.

•Un’altra delusione e mi si raccoglierà col cucchiaino. Quando imparerò a non dare peso alle delusioni?
Imparerò?

•Riesco ad avere il mal di pancia al solo pensiero di affrontare certe situazioni, quali situazioni? Mah, cose normalissime, come fare una telefonata (ho mai espresso il mio amore per il mezzo di comunicazione? No? Lo odio!) o rimettermi alla guida dopo circa un anno. No, davvero, inizio a pregare in modo molto maturo, mooolto adulto, che si verifichi una valanga, che ci invadano le cavallette, che scoppi una tempesta solare senza precedenti, che… Che il Signore mi chiami a sé -basta che sia prima di affrontare le mie stupide fobie da quattro soldi.

•Sto iniziando a credere che non trovare le parole per far conoscere il proprio mondo, non comunicare con gli altri, non trovare il modo per esprimere quello che si prova o si pensa, forse sono sintomo di vuoto interiore.
Qualora venisse il dubbio, questa non è una manifestazione di intolleranza verso gli altri. Questa è una considerazione su me stessa.

***

Si vede che vengo dall’ennesima settimana di solitudine e rimuginamento degli stessi pensieri? Si vede che sono fresca di un progetto accantonato (causa di forza maggiore)? Che c’ho una fifa blu di rimettermi al volante e scoprire quanto sia una persona incapace di condurre una vita da adulta? Si vede?

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