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foto di Inge Morath, 1962

Riallacciandomi al post precedente, ho deciso di ricordare i soggetti che hanno partecipato alle feste di Natale della mia famiglia negli ultimi dieci anni. Perché, come tutte le famiglie, la mia mica è normale -se mai dovesse esistere qualcosa di normale a questo mondo -e ai suoi componenti ogni (o quasi ogni, per onore di esattezza) Santo Natale viene il ghiribizzo di invitare un estraneo. Questo estraneo poi, dopo qualche tempo, non manca di rivelarsi per il fetuso che è. In casa mia quindi, ogni (o quasi ogni) Natale, oltre al panettone (che poi a me piace il pandoro), all’albero sintetico e alle decorazioni scintillanti, c’è un soggetto che non mancherà di rivelarsi un opportunista. Con tutto che non è difficile da individuare -non ha legami di sangue con il resto del clan -e nonostante la ormai arcinota letteratura di pezzenti che si sono appoggiati negli anni alla mia famiglia -cioè, ci siamo cascati una decina di volte, cosa ne diciamo di non invitare nessun estraneo questa volta? Tradizione che funziona non si cambia! -, ‘sto soggetto non manca di esserci a ogni (o quasi ogni) festa natalizia.

Ecco un tout petit riassunto dei soggetti cui abbiamo fatto regali negli ultimi anni:

•Il truffatore pallonaro
Quello che ha un libro in uscita che non uscirà mai, quello che ha la casa in ristrutturazione che non finirà mai di ristrutturare, quello che in mancanza di un tetto non è certo ospitato dalla figlia che dice di avere, ma da mia nonna, che non è né una conoscente, né un membro degli Onassis, né una cima a riconoscere i truffatori, purtroppo. Quello che in regalo, alla cena di Natale, riceve un superalcolico (c’ho provato a ricordarmi il nome, ma ho proprio rimosso) di buona qualità , mica bruscoli -che se ci si deve comprare qualcosa da bere per sé si guardano le offerte del supermercato, ma se c’è un perfetto sconosciuto alla cena di Natale, beh, vuoi non regalargli il meglio? Appunto: NON regaliamoglielo!

Il compagno evitabile
Non scendo troppo nei dettagli, ma trattasi dell’ex compagno di mia zia. Quello che ci si conosce, ci si mette insieme e si è invitati al Natale tempo un mese. Quello che, a tavola, racconta di trasferimenti e rapporti di buon vicinato da allacciare e mantenere con il boss malavitoso -sì, avete letto bene -di zona (avevo detto che non sarei scesa in dettagli?). Quello che per lasciare la compagna ci mette la stessa rapidità dell’entrare in famiglia, al telefono però.

Il fratello della badante straniera
Oh sì, noi in famiglia non inglobiamo nella famiglia solo gli estranei, anche i parenti degli estranei sono nostri parenti -aspetto solo la festa di Natale in cui noi parenti originari saremo in minoranza. Siamo poi fenomenali a inglobare i parenti degli estranei che prima sono adorabili e dopo chiedono soldi a una signora novantenne -il tutto mentre si è ospitati gratis dalla stessa, ovvio.

La badante straniera
Forse, lo riconosco, non merita di essere tra questi soggetti (c’è anche da dire che elencare 4 soggetti dubbi, era meglio di 3). Ma, come dire, visto i precedenti, nulla di personale, eh, ma diamoci del tempo per deliberare, vogliamo? Nulla di particolarmente criminale da rilevare, solo una chiacchiera notevole e quella tendenza un po’ paracula di passare l’aspirapolvere durante le visite dei familiari alla nonna.
Io ci spero che non si riveli una delinquente altrimenti noi della famiglia siamo messi davvero male. Perché non è colpa di questi soggetti poco raccomandabili, no, è colpa nostra. Non sono loro i casi umani, no: siamo noi a esserlo.

Essì, che vi ho evitato la mitomane psicopatica (giusto per scegliere due delle sue migliori qualità tralasciando l’alcolismo, la disonestà, l’aggressività, la superbia, …), la storica pazza approfittatrice, l’amica opportunista e squilibrata. Anche queste fanno parte della nostra letteratura, ma non di quella natalizia e, per correttezza, non le ho riciclate in questa lista.

E il mio pensiero va ai soldi spesi per fare i regali a queste persone che poco meritavano. Cosa ci si riusciva a fare di realmente utile?
E il mio pensiero non può fare a meno di andare al prossimo Natale. Comunico, comunque, che si accettano scommesse su chi sarà il nostro amico in più quest’anno! Dài, dài: sarà il terrorista islamico dagli occhioni acquosi? Sarà una studentessa olgettina dimenticata dal Papi e che deve ingegnarsi per sopravvivere? Sarà… L’evaso di galera più bugiardo degli ultimi centocinquant’anni? O sarà qualche mite mafioso che, con le foto che verranno scattate a cena, ci coinvolgerà nei processi per i prossimi cinquant’anni? -Certo che ad essere un delinquente e a non aver passato un Natale con la mia famiglia, io, un po’ offeso, mi ci sentirei.

E il mio pensiero va al Maestro Monicelli. Maestro, dov’è quando c’è bisogno di lei?
Lei sì che ne avrebbe tratto qualcosa di buono da tutto questo; molto più di quanto ne trarremo noi in altri dieci anni di feste di Natale in famiglia.

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