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immagine dalla rete

•Certe volte all you need is un bel piantarello.
Se lo shopping può distrarre e la cioccolata può consolare, beh, un piantarello rimane liberatorio. Ecco, casomai, meglio di nascosto, prima che diventi un caso nazionale, prima di passare il resto della giornata a sentirsi chiedere se va tutto bene e risquotere pietà -e poi, non so voi, ma in lacrime non è che proprio ci guadagno in bellezza.
Però ecco, il piantarello, quando ci vo’, ci vo’. E poi tutto torna un po’ più sopportabile.

•Che la cazzata (pardon my French) è sempre dietro l’angolo. Eh, Marchionne? Meglio controllare quello che si dice prima di passare alla storia per mancanza di autocontrollo -o diplomazia, o buon senso, o studio della storia.
Quando ho sentito la boutanade su Firenze, ho contato i secondi per cronometrare la reazione toscana in merito. La puntualità del Big Ben, quell’orologetto da uovo di pasqua, ah-ha, non è nulla in confronto.

•Che nessuno abbia tutto dalla vita mi è chiaro da tempo. C’è che sono arrivata alla conclusione che, anche quando non si può contare completamente su se stessi (quando non si può fare affidamento su ciò cui il mondo dice che bisogna puntare, se stessi e la propria indipendenza), avere qualcuno che si prenda cura di te vuol dire essere fortunato. Anche se si vorrebbero altre fortune, perché poi le proprie fortune non si possono scegliere.

•Che è meglio essere reattivi che passivi. Meglio essere burberi che essere trattati da incapaci di intendere. Meglio stabilire dei confini che gli altri non devono sentirsi in diritto di oltrepassare che fare quelli che non rispondono alle provocazioni.
Lo penso da un po’ che alla gente piace essere addomesticata, solo che io non sono una domatrice di leoni e non giro con la sedia e la frusta. E continuo a pensare che la gente cui piace continuamente capire fin dove può arrivare con gli altri, punzecchiando e affondando, si dà più importanza di quanta ne abbia in realtà. Sostengo che impegnare le proprie facoltà mentali a tenere a bada questi soggetti e a guadagnarsi la loro stima sia tempo perso -oltre a essere l’attività meno stimolante sulla faccia della terra. La mia dignità dipende dal rispondere a tono alla tua incapacità di portarmi rispetto? Fatico a crederlo. Mi sto dando troppa importanza?

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