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dalla rete

•Se Gasparri sapesse quanti followers ho, sarebbe capace di togliermi passaporto e carta d’identità -eccerto, sono meno di nessuno.
Non è il caso di esprimere cosa sia Gasparri secondo i miei metri di giudizio, no?

•Qualcuno è arrivato al mio blog cercando “caronte porno”.
So già che non riuscirò più a immaginarmi Caronte come prima.

•Quando in radio, tra le pubblicità, parte una musica corale, questa non ha nulla a che fare con Mr. Bean. Ogni tanto ci casco ancora, ma forse ci sto arrivando a capirlo.
Sono sicura, però, che, quando sarà passato il concerto di Celentano e ‘sta benedetta pubblicità non verrà più trasmessa, smetterò di confondermi definitivamente.

• E.L.James per il titolo del suo secondo romanzo della trilogia si è ispirata a qualcosa che mi appartiene.
(pausa gigiona di circostanza)
Le cinquanta sfumature di nero in questione sono quelle della lana che ho comprato per farmi un cardigan all’uncinetto -uncinetto e romanzo erotico pop, cos’è più estremo? Risposta esatta, leggere romanzi erotici è quanto di meno trasgressivo si possa fare -e poi non è che c’era ‘sto bisogno dell’apporto della James, la letteratura è farcita di sesso, ne trovi quanto ne vuoi: ce n’è di becero, di pseudo-sentimentale, di patinato, di truce, di improbabile, di descritto male, ma male male, e di descritto così bene che ti lascia un languore che vabbe’ (o forse non è nemmeno descritto bene, è solo l’ormone che vuole far ricordare la sua esistenza).
Comunque, se l’autrice delle sfumature ha edotto il mondo sulle nuove declinazioni dell’erotismo (ma “erotismo” è già una parola che indica un mondo più complesso del linguaggio da catena di montaggio -giuro, non era voluto -del sesso bestseller), beh, io sto per rendervi nota una verità atroce, una che se non ci si è mai avvicinati al mondo dei filati tinti (poveri voi!) non potete esserne a conoscenza.
Ebbene, i filati tinti hanno un loro bagno di colore con relativo codice -chi si pensava che a fare centrini si potesse essere dilettanti non ha capito nulla della vita. Praticamente, a parità di colore (il quale ha un suo codice), ci sono bagni diversi (con relativi codici diversi). A bagno diverso è quasi certo che la lana abbia una sfumatura appena diversa anche se è dello stesso colore -differenza palese a occhio femminile o gay; è sul maschio etero che ripongo la mia fiducia (anche se, secondo me, se ne accorge pure lui). Ergo: la lana nera che ho comprato in offerta ha di quelle varianti di nero che era meglio scegliere colori diversi piuttosto che avere una manica nero opaco, l’altra nero fumo, il dorso antracite carico, la parte destra nero intenso, quella sinistra nero indeciso e le rifiniture nero notte.
Insomma, non comprate lane in offerta. Oppure controllate il numero del bagno: che sia uguale per tutti i gomitoli. Oppure compratevela ‘sta lana nera in offerta e fatevi il mio stesso cardigan così, quando sfoggerò la pecionata che avrò addosso,  si confonderà tra le vostre. E lanceremo una nuova moda -e potremo dire che è iniziato tutto per gioco.

•La festa di compleanno di un bambino piccolo può diventare, per gli adulti, una scusa per tornare ragazzini. E via tutti a giocare a palla, a inspirare l’elio dei palloncini -sì, sgonfiamo i palloncini di un bambino, siamo dei mostri! -, a guidare la macchinina a batteria e a legarsi palloncini addosso. Tutto questo sotto lo sguardo serio e indagatore di un pacioso duenne -sì, lo so, bello di zia, ti stai già buttando giù un piano infallibile per non farti trovare a casa al tuo diciottesimo compleanno, come darti torto?

•Ho capito che una delle cose che mi fa passare la voglia di vedere le amiche e le persone che una volta facevano parte della mia vita è quel momento di silenzio imbarazzato che segue la mia risposta a “cosa hai fatto dopo la scuola?”.
Quel silenzio impacciato mi fa sentire come se gli altri credessero che mi sono buttata via. A me, comunque, non è questo che scoccia -non è vero, mi scoccia assai -, mi scoccia di più che mi faccia rovinare la giornata da quello che gli altri potrebbero pensare di me. Così come mi manderebbe ai matti pensare che un giorno potrei pensarla come loro.

•Ci sono persone che riescono a essere allegre. Una volta anche io ero così, poi, non saprei esattamente perché, ho smesso -o forse lo sono in modo diverso, non lo so nemmeno io. So solo che a vedere scherzare gli altri su emerite cretinate e a sentir risuonare grasse risate, ecco, vorrei potermi unire al gruppo -senza forzature o finzioni, vorrei mi venisse spontaneo.

•Nicole Kidman riuscirebbe a rendere tutte le sfumature dell’animo umano anche nella messa in scena dilettantesca e strapopolare che ogni anno rovina la festa del vino del mio paese. Tutto questo con la sua sola presenza, figuriamoci recitando!
L’altra sera ho visto Fur: di-vi-na! Se me lo vedo qualche altra volta, forse (forse!), riesco anche a perdonarle le “punturine” alle labbra.

•Ho iniziato a pensare che se ogni tanto ci vedessimo con gli occhi degli altri finiremmo col sentenziare: -Ma quali problemi vuoi che abbia!
Dire la stessa cosa di un altro, secondo me, significa ignorare il suo mondo.

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