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foto dalla rete

•Da quanto ho capito ho il potere -perché wordpress me lo permette -di modificare i commenti che mi vengono lasciati. No, cioè, volendo, potrei modificare il testo dei commenti che mi vengono lasciati. Capito? Se mi prendesse il ghiribizzo, potrei tramutare i commenti degli altri in elogi spropositati, lodi sperticate, celebrazioni in endecasillabi (a saperlo fare), fino ad arrivare a dichiarazioni d’amore eterno e proposte di matrimonio.
MUAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAHAH!
No, vabbe’, wordpress toglimi ‘sto potere. Il potere non lo so gestire.

•Per fare l’attore bisogna avere un guardaroba ben fornito di capi d’abbigliamento rigorosamente neri. Non ne hai? Non hai speranza.

•A me, quando un autore si allontana dal suo stile per sperimentare, un po’ cascano le braccia. Ma io dico: gli esperimenti fatteli a casa tua, falli leggere a tua moglie; non farmi pagare per leggere di te che ti eserciti a cambiare scrittura.
Coe, con I terribili segreti di Maxwell Sim, cosa ne hai fatto dei tuoi protagonisti sagaci, sentimentali e inevitabilmente incompresi e tagliati fuori dalla vita. Dove li hai nascosti, dì! Ma soprattutto perché??? Chi te l’ha chiesto di farlo?
(Poi Coe lo leggo comunque, eh, perché il ragazzo lo sa fare il suo mestiere, e continua a saper scrivere -che me ne accorga o meno, perché le pagine mica si voltano da sole, no? E io vedo che il numero della pagina continua ad aumentare col tempo).
Però ecco, ‘ste sperimentazioni tiettele per te. E ridacci i tuoi protagonisti, dài! Chi ti contesterebbe mai il fatto di essere te stesso? Non io, guarda. Non mi prendere questo andazzo ché mi disamoro, eh!

•Il raduno mondiale di zanzare assetate del 2012 si è tenuto tra la mia caviglia destra e quella sinistra. Ioboh da bere, quest’anno, è stato un successone!

•Appuro che, dopo la sfilata, sono tutti contro Nicole Minetti. Ecco io non capisco perché questa insofferenza quando, una con quel fisicaccio, si presta a fare un lavoro che può permettersi -il lavoro di modella, intendo. Altroché regione lombardia, ma che sfili!

•Riesco ad alternare visioni catastrofiche della realtà (MORIREMO TUTTI!!! -che, poi, sai che novità) a visioni del tutto scialla della stessa (massì, cosa vuoi che sia: morire è un po’… morire). Sarei sempre e comunque per la via di mezzo, una bella visione pragmatica, lucida e schematica della realtà. Viva la via di mezzo!
Qualcuno si inventi gli occhiali per riuscire a vedere il mondo in questi termini, da sola non ce la faccio.

•Quando una ha più bisogno di un bel servizio completo di cristalli -acqua, vino, champagne e whisky, da dodici, ovvio -da lanciare contro il primo muro libero a tiro, il servizio, manca sempre. Sospetto che, finché non potrò sfracassare ‘sto benedetto servizio -no, davvero, se qualcuno volesse passarmi un bicchiere per volta, mi farebbe un piacere -la mia frustrazione non si placherà mai!

•La cioccolata associata al vino mi fa venire mal di testa.

•Esistono mal di testa che valgono la pena.

•Sarà difficile che io sappia cosa vuol dire avere una fratello o una sorella. Sarà quasi impossibile, per me, capire come si possa considerare un adulto vaccinato, una persona con il suo bagaglio di esperienze (modo di dire un po’ trito, lo ammetto) e di capacità, come quel fratello che rimarrà per sempre il piccolo di casa e quindi bisognoso di attenzioni. Trovo che sia una cosa tenerissima e ammirevole la cura e l’affetto che tra fratelli ci si riesce a dare (oltre agli amorevoli sgambetti, le gomitate gratuite, gli insulti calibrati, le cattiverie 3 per 2 e le gelosie accecanti -sì, lo so che la mulino bianco non si è ispirata a nulla di reale per le sue pubblicità), ma so anche che non riuscirò mai davvero a capire come si possa considerare qualcuno con l’indulgenza che si concede ai bambini, però a vita. Io alzo le mani, affascinata.

•Ci sono persone che riescono a vivere con delle certezze che io… non so. C’è chi sa perché i gay sono gay, c’è chi sa esattamente di cosa hanno bisogno i bambini, c’è chi sa perfettamente cosa serve per far funzionare un matrimonio. Ammiro chi ha certezze -è anche molto probabile che, per la persona banale che sono, faccia credere agli altri di essere una del club -, peccato che mi sia davvero difficile condividere gran parte delle stesse. E poi non riesco a frenare quella sensazione, sottile, che mi prende quando sento asserire a, chessò, una moglie cosa serva per far andare avanti un matrimonio. Quale sensazione? Un leggero disagio, vagamente divertito (non ho mai detto di essere un dio delle descrizioni), nell’immaginare la stessa con una ramificazione di “motivi per far saltare un matrimonio” sulla testa.
Le certezze degli altri non mi piacciono, mi fanno sentire cinica.

•Ci sono delle volte in cui rimpiango di non fumare. Per esempio quando sono in compagnia, ma ho bisogno di isolarmi un momento. Perché, qualora ci fosse bisogno di dirlo, beh, sì, chiudersi in bagno non è proprio il massimo della soluzione al problema. Fumare sarebbe molto meglio -se solo si riuscissero a evitare gli inconvenienti che comporta. Fumare permette, prima di tutto, di uscire -se si è in casa – o di appartarsi -se si è fuori -, conferisce quell’allure di intellettuale ribelle -anche se tra un tiro e l’altro si sta solo pensando a cosa preparare per cena -, è sexy -e lo sarebbe pericolosamente di più se fosse anche un’attività inodore -, è una buona scusa per staccare in qualsiasi momento e permette di mantenere un atteggiamento rilassato e distratto anche se qualcuno ha voglia di coinvolgerti in una conversazione. Che poi, dovessi mai avere dei figli, questo post si autodistruggerà in 3… 2… 1… PUFF! La mamma non ha detto niente, fila a ripassare le tabelline!

•Sospetto che tutti abbiamo la pretesa di saper gestire i soldi di qualcuno meglio di come fa lo stesso. Tutti manager dell’alta finanza, noi. Ma, davvero, datemi un registro delle spese di chiunque e vi farò vedere quanto siano inutili certe scelte economiche. Il latte? Signora mia, non mi dirà che non si può fare a meno del latte?

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