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foto dalla rete

•Tutto sta nel saperla raccontare la propria storia. Sta tutto lì. Una volta che sai raccontare, che sia la tua storia o meno, che sia tutto vero o meno, il successo non cambia. Quando si sa raccontare ci si può far passare per la persona splendida che non si è e si può far passare una meschinità per qualcosa di molto divertente -o di molto figo, o anche solo secondario.

•Questa settimana ho una pesantezza che, se qualcuno ne volesse una fetta, non faccia complimenti. Metto su l’acqua per il tè, se proprio ci si volesse aiutare a mandarla giù.

•Lavorare partendo da un progetto mi aiuta a ottimizzare i tempi -conto però di trovare presto altri pretesti che mi permetteranno di perdere tempo inutilmente.

•Decidere di mettermi a dieta a pancia piena non vale. Ho la memoria troppo corta, la ghiottoneria marchiata a fuoco nel DNA, e la cucina con un traffico di delicatessen che è un miracolo se i miei pantaloni non mi hanno ancora fatto causa.

•Se “amò” mi fa poca simpatia, “àmo” (“amore” abbreviato con salto carpiato dell’accento) lo trovo raccapricciante. No, davvero, la trovo la parola magica da dire se ci si vuole ritrovare single.

•Ci sono persone che, come molti, hanno dei limiti e delle difficoltà nel relazionarsi con gli altri o a imporsi in certi contesti, beh, è praticamente certo che queste stesse persone sono le prime a sapere esattamente cosa debbano fare gli altri. Non è affascinante tutto ciò? L’umanità, più la conosco, più la trovo… Irritante? Contradditoria? Stramba? No, affascinante.

•Sto diventando prepotente. C’è chi della propria prepotenza ne fa un vanto e c’è chi se ne vergogna -sempre dopo però. Io la seconda -e non ne faccio un vanto di vergognarmene, preferirei non essere prepotente.

•Nella vita ci vuole pazienza.

•La mia pazienza si è esaurita con stupide questioni da risolvere.

•Sono stufa di vivere le vite degli altri -e mi riferisco ai miei reali conoscenti. Sono stufa di raccogliere confidenze, di essere messa a conoscenza di sviluppi di questioni personali, e di cosa gli ha detto e di cosa gli ha risposto e di cosa gli ha risposto e di cosa gli ha detto, sono stufa, esausta, del pettegolezzo gratuito (meglio quello ben mirato e, soprattutto, creativo; decisamente ottimo se conduce alla risata), sono stufa delle discussioni accalorate (ancor più stufa delle discussioni accalorate in cui tutti gli oratori dicono la stessa cosa senza accorgersene) e sono stufa degli argomenti trattati, riraccontati e ripetuti per centinaia di volte; sarei anche piuttosto stufa di rendere conto della mia vita al primo che chiede. Il tempo in cui mi rivelerò per la stronza che sono si sta avvicinando, altroché Maia, non ce ne sarà per nessuno.

•Evidentemente ho desideri sbagliati perché mi appaiono impossibili da realizzare.

•Ci sono persone che vedono problemi ovunque e persone che non ne vedono mai. Io vedo ostacoli e difficoltà e fatica e cavilli ovunque rivolga lo sguardo e sono circondata da persone che pensano si possa aprire una pasticceria in una ex stalla, un asilo in una cantina interrata, un ristorante in una cattedrale col tetto sfondato. Io sono una delusa, gli altri degli entusiasti, ma il finale è lo stesso: tra delusi ed entusiasti nessuno ha realizzato un tubo di quello che vuole. Certo, gli entusiasti ispirano più simpatia -oltre a trasmettere l’impressione di darsi da fare -, ma la concretezza è comunque altrove.

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