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foto dalla rete

•Vedere P.S. I love you avendo la lacrima facile è pressoché impossibile -nel vero senso della parola: provàteci voi a mettere a fuoco con le cascate del Niagara che sgorgano dai vostri occhi!
Comunque il titolo del film è preso da una gran bella canzone -daje de occhio lucido!

•Gli uomini che ti prendono in braccio baciandoti esistono solo nei film. E ti dirò, anche nei film risultano… come dire… cinematografici, irreali insomma (irreale non sta per “oddio che schifo”, quanto per “sì, vabbe’, spèraci”, non che non si riesca a vivere senza, così tanto per dire, tanto per non perdere l’occasione di inserire un’inutilità -ok ok, lettore, respira, ecco così, da bravo).
Viene da sé che, per essere baciata e presa in braccio, bisogna fare l’attrice -la mia recitazione è pessima ergo non ho speranze.

•Certe volte (questa non è un cosa che ho imparato, ma si sarà visto che ormai questo appuntamento settimanale me lo gestisco a cacchio, no? Chi potrebbe riprendermi, poi?) vorrei avere uno stuolo di seguaci dalla mia parte, tipo i lettori fedeli dei blog conosciuti, di quelli che, quando arriva un commento appena meno entusiasta della media, si scatena l’inferno che manco Massimo Decimo Meridio -e tutti a difendere l’autrice a suon di “è tutta invidia”, “sei una bella persona, si vede” e “sei una persona speciale”. Non ho l’aspirazione di volere questo per il mio blog -sè, ciao! Dovrei prima scrivere meglio per desiderarlo. Lo stuolo di entusiasti seguaci e difensori spadatrattisti mi servirebbe contro i miei stessi pensieri. Perché sì, riesco a essere la troll di me stessa, sì, non per vantarmi, ma disintegrarmi mi riesce bene. Osservando come gli altri si comportano tutti i giorni (e leggendone nei blog -anche se lì sapersi vendere fa apparire anche cose inesistenti) non riesco a frenare l’impressione che, a me, “il libretto delle istruzioni su come si vive” si son dimenticati di farmelo avere. Credo sia una sensazione diffusa però io riesco a far seguire a questa una serie di considerazioni avvilenti senza fine, e cioè che resterò sempre indietro, che ci sono cose che non capirò mai, che agli occhi di certe persone sarò sempre trasparente, agli occhi di molti apparirò per sempre ridicola, che non importa quanto mi impegni per fare bene non mi sembrerà mai abbastanza, che raggiungere gli obiettivi non mi renderà né più felice nè più amata… Che non sarò mai davvero buona. (In un blog precedente mi ero ripromessa di non lasciarmi andare a vittimismi intristenti e sono riuscita a portare avanti il mio proposito -manco a dirlo, avrò avuto quattro lettori in quattro anni, quindi alle ortiche i freni inibitori e i buoni propositi!) Ecco, in questi momenti, contro lo sconforto che mi assale, sento l’estremo bisogno di uno stuolo di sostenitori, e che siano ferventi e indomiti (sì, mi piacevano ‘ste due parole), che ritengano cose buone e giuste i miei entusiasmi e la mia felicità. Se proprio lo stuolo di ferventi seguaci non dovesse essere disponibile, mi basterebbe anche una vocina che dentro di me mi dicesse, convinta però, “Piantala, non dire cretinate!” (vocina di polso nevvero) “Tu sei una brava persona”. Se dovessi essere destinata a non saperlo, che lo sapesse qualcun altro va bene uguale; insomma, se quella vocina volesse, a volte, non essere solo dentro di me, potrei comunque farmene una ragione, ecco.
-Quindi, per giustificare la presenza di questo pensiero in questa lista, diciamo che è qualcosa della quale ho preso coscienza in questa settimana, toh.

•L’avvicinarsi del mio compleanno mi inquieta. Da bambina e da adolescente non amavo festeggiarlo, mi metteva in imbarazzo che qualcuno dovesse festeggiare con me, cantarmi Tanti Auguri (ossignùr, che vergogna!), farmi il regalo e prendersi la briga di essere gentile (accettasi numeri di buoni specialisti). Dopo, non so perché, ci ho preso gusto. Non mi piace più far passare quel giorno come se niente fosse, anche se è solo una scusa per fare qualcosa di appena un po’ diverso. Ecco, iniziare a fare qualcosa che ti piace per il tuo compleanno è una fregatura, tempo un anno e vorrai ripetere l’esperienza, una fregatura bell’e buona. Pensavo che crescendo passasse la voglia di festeggiare, che l’indifferenza per la questione fosse da persone adulte. Beh, probabilmente lo è, sono io che non mi sono evoluta -anzi, peggio, sto regredendo! Questa consapevolezza comunque non mi è di nessun aiuto… Perché non ho ancora deciso cosa fare o non fare il giorno X.

•Che devo rassegnarmi, che devo starci, non c’è speranza. Al telefono, parlando con persone che non conosco, sarò sempre, sempre, sempre! destinata a fare la figura della dodicenne impacciata “no-mamma-non-è-in-casa-al-momento”. Cioè, posso sottoscrivere piani tariffari, ritirare premi vinti senza partecipare ad alcun concorso, accettare di comprare la qualsiasi mi venga proposto via telefono e, alla cornetta (mi son retrò), ancora non riesco a parlare come un’adulta, non dico istruita, ma nemmeno appartenente al mondo civilizzato.
-Con chi parlo?
-…Ehm… Beh, mhm, cioè…mmmh
Odio!

•Lasciare commenti è piacevole quanto trovarne. Stavo per mettere “quasi”, ma poi anche no.

•Ci sono blog nei quali lasciare un commento richiede un iter che si fa prima a diventare cittadini americani.
Ti voglio lasciare un commento trascurabile, una cretinata patentata, una sciocchezza da niente, un saluto insignificante: non puoi chiedermi di riempire un modulo per questo! No, anzi, puoi: scòrdati il mio commento insulso però.

•Ci sono canzoni che non chiedono altro che di essere ballate, piano, cheek to cheek…
Ad esempio P.S. I love you cantata da Billie Holiday? Repetita iuvant.

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