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Che tu sia per me il coltello – David Grosmann

Ho scelto di parlarne come di un libro che mi ha fatto fuggire dal mondo perché dopo averne terminata la lettura ho impiegato circa un mese a tornare del tutto nel mondo reale. Ci sta che sono facilmente impressionabile e ci sta che i miei tempi sono lunghi, ma nessun altro libro mi ha fatto lo stesso effetto.
È il primo libro di Grosmann che ho letto; la prima volta l’ho abbandonato alla decima pagina, la seconda volta mi ci sono messa più d’impegno. Grosmann non è né scorrevole né allegro, ma seguire il punto di vista dei suoi personaggi è un’esperienza non comune. In questo romanzo ho visto esprimere concetti per me del tutto originali, ho capito quanto si possa spingere in profondità la conoscenza del proprio mondo interiore (le paure, le frustrazioni, quei pensieri imbarazzanti che censuriamo da soli) e quale linguaggio privo di luoghi comuni e sentimentalismi si possa (e si debba) adottare per trasmettere tutto questo. Direi che Che tu sia per me il coltello mi ha fatta fuggire dal mondo non perché mi ha portata in un’altra realtà, ma perché mi ha fatto andare in profondità nella conoscenza dell’interiorità umana (e di me stessa) -e quanto desiderio ho trovato, e struggimento, e passione, e tenerezza, e impotenza e… Se non ci vuole tempo per riprendersi da questo…?

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