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Alta fedeltà – Nick Hornby
Forse è un problema generazionale, forse è a causa di una divergenza di interessi. Forse è davvero sopravvalutato. Forse (levàteci il forse) proprio non sopporto l’autore.
Pensavo fosse un libro da piegarsi in due dal ridere, uno di quelli che non si può leggere in un luogo pubblico sennò ti scambiano per pazzo scatenato. Il mio personale verdetto è che si può tranquillamente leggere in pubblico, per divertirsi però leggerei altro, e chi se ne importa se ti scambiano per matto -meglio che leggere Hornby.

Firmino – Sam Savage
Ho preso il libro in biblioteca e confesso che non spendere soldi mi aiuta a giudicare positivamente i libri -ormai i romanzi riescono a raggiungere prezzi esasperati. C’è davvero da credere che un libro a 19 euro trasmetta rivelazioni spirituali, esistenziali, trascendentali; il problema è che non lo fa quasi mai. Il più delle volte non è all’altezza del prezzo e delle aspettative che la pubblicità monta. Molte volte si tratta di una storia passabile rilegata con una bella copertina grande, pagine spesse e caratteri tipografici enormi. Altre volte si rivela un conglomerato di luoghi comuni e clichés improponibili.
Leggendo le recensioni su Firmino di Sam Savage, prima di affrontarne la lettura, mi sono sentita sollevata di non averlo comprato, e non solo, mi ero pure già pentita di averlo preso in prestito, sia mai si spargesse la voce in biblioteca. Gli ho però voluto dare un’opportunità, o mi sono voluta dare la possibilità di unirmi al coro di critiche.
Be’, non so quanto costasse il romanzo appena pubblicato, ma ho trovato che fosse una storia carina –sì, lo so c’è la lega contro l’uso dell’aggettivo carino, ma io non ne faccio parte, anzi sono del parere “legalizziamolo”. L’ho trovato un libro carino (tiè) senza pretese esagerate, ma anche senza tritaggini. Bellino, via.

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