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foto dalla rete

•Quando sono a casa e ho voglia di leggere e in tv non c’è nulla, i blog che seguo non vengono aggiornati mai abbastanza.

•Mi sono ricordata di quanto mi piaccia andare in biblioteca. Non ci tornavo da tanto; per un po’ ho preferito darmi da fare a sfoltire il mio scaffale dei libri acquistati e da leggere -ne ho sempre una scorta, non posso ridurmi senza libro o senza poter scegliere quello che più mi va di leggere. Passando però in rassegna quelli che ho, ho capito che non mi andava di leggerne nessuno. Inutile dire che mi sono subito sentita giustificata ad andare in libreria a comprare un nuovo romanzo. Quello che cercavo -Jane Eyre (sì, è lecito insultarmi perché non l’ho ancora letto)-, non c’era, dico sul serio (sì, è lecito insultare la libreria in questione per non averne copie). Col senno di poi aggiungo anche: per fortuna, così sono andata in biblioteca. Ça va sans dire che non mi sono limitata a portare a casa il romanzo che cercavo, ma anche altri due.
Adoro la biblioteca, adoro non dover porre limiti sulla quantità, non fare la somma dell’ammontare (cifre spropositate, signora mia!). Bella sensazione! Bello il silenzio, bello il palazzo che la ospita, bello prendere in prestito un libro che non è stato letto per due anni.

•Ora so di avere circa 3070 MG di spazio per il mio blog.
Se ho tutti questi megabyte a disposizione per il sito e ne ho usati 2, perché mi monta un’ansia da dispensa vuota e famiglia al completo a pranzo? SOLO 3070 MG?!

•Lo sospettavo da un po’ ma non volevo starci.
Avete presente, ah la depilazione, ah una passata distratta di silk épil e via in minigonna per il mondo? Presente?
Bene. Balle! Scordatevelo!
Dopo quella cinquantina di passate, quando il rumore t’ha perforato definitivamente i timpani, quando provi un orgoglio sconfinato pensando di esserti assuefatta al dolore (sentite a io boh vostra: se non si prova dolore è perché non c’è dolore da provare; quale dolore se il benedetto silk épil non estirpa i peli ma li strappa?!), quando sai che comunque ti aspetta una sessione di spinzettamento acrobatico che meriterebbe la telecronaca di Galeazzi, quando la tua (beh, la mia almeno) pelle è ormai ridotta a pois rossi su fondo bianco latte, dopo tutto questo tu CREDI di poterti permettere di sfoggiare per il mondo i tuoi poveri arti provati e… Lo fai. Ti sarai meritata di indossare quel vestito che riposa nell’armadio in attesa di tempi migliori? Me lo sarò meritato?
Allora perché tu, sì tu, pelazzo malefico (il singolare è pro forma), palesi la tua presenza la sera del giorno dopo, quando il vestito è stato indossato e gli arti sfoggiati con una certa disinvoltura?
Il silk épil serve a darsi quell’aria da donna indaffarata e tecnologica; per depilarsi serve altro.

•Non posso più ridurmi a preparare la cena quando ormai ho una fame assassina. Meglio muoversi un attimo prima di aggredire chi mi rivolge la parola. Perché non ho fame finché ho fame e, quando ho fame, spendo le ultime energie a procacciarmi da mangiare, non a ragionare, o a essere una persona civile.

•Vedendo Paul McCartney all’apertura dei Giochi Olimpici, in particolare quando tutto lo stadio ha cantato Hey Jude, tutto-lo-stadio, tutto-tutto, tutti-tutti (giuro, anche io da casa non ho resistito al “nananannannannanà nanananà hey Jude”), ho capito il perché della popolarità delle droghe tra le rockstar degli anni ’60 e ’70 (maledette droghe! Ne aveste fatta una di cosa buona): secondo me, non servivano a trovare l’ispirazione, a obnubilare la mente o ad affrontare i concerti, no; servivano per tornare con i piedi per terra.

•Anche io riesco a nutrire istinti omicidi; quando? Per esempio quando camminando sul marciapiede, quelli che mi vengono incontro, in coppia, rimangono affiancati come se io non esistessi, o come se io, essendo spider man, avessi la possibilità di arrampicarmi sul muro per far loro strada -comunque l’umanità non è pronta a vedermi in calzamaglia, e io non sono disposta ad affrettare i tempi. In quei momenti, al grido di “Cedete lo passo”,  gli farei sentire tutta la mia esistenza, e il mio non essere Spider man,  nel modo meno diplomatico possibile.

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