Tag

, , , , ,

sguardi di copertine

Smilla -da Il senso di Smilla per la neve di Peter Høeg: perché non è convenzionale, non scade in sentimentalismi (quello mi riesce fin troppo bene da sola), ed è coraggiosa.

Dài, su, sulla citazione son stata brava, posso dirne altri? Sì?

Hanta -da Una solitudine troppo rumorosa di Bohumil Hrabal: perché nel magazzino nel quale lavora da solo (vado a memoria, potrei fare qualche errore) distruggendo vecchi libri, tra il rumore della pressa e la sporcizia che si accumula, lui crea. Non ci vuole molto coraggio a creare sapendo che ciò che si fa rimarrà inosservato o non apprezzato? Secondo me sì.

Florentino Ariza -da L’amore ai tempi del colera di Gabriel Garcìa Màrquez: perché ha una gran faccia tosta e perché (a detta dello stesso) ama Fermina Daza con l’amore di sempre per “cinquantatré anni, sette mesi e undici giorni”.

Emerenc -da La Porta di Magda Szabò. Di Emerenc non si parla -l’ha descritta la Szabò in modo impeccabile. Di Emerenc si legge.

Annunci