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Non sono iscritta né a facebook né a twitter. Potrei darmi delle arie da quella che non si piega al sistema ma le ragioni sono altre -e nel sistema ci si sta anche senza accorgersene. Dato che drammatizzare è il mio mestiere, quando sto per cedere all’iscrizione mi vengono in mente storie di incontri e persecuzioni angoscianti, roba che King se le sogna, e lì mi tiro indietro. Inoltre non posso trascurare di dover ancora inventare una vita brillante (o interessante, o presentabile, o anche solo una vita) da poter raccontare alle persone che non vedo da tanto tempo -non posso più puntare su quello che ho mangiato a pranzo, o su chi ho sognato questa notte* o su chi m’è parso di vedere ieri per strada -perché  quello somigliava davvero a Papaleo, te lo dico io!

Però, ecco, ogni tanto passo a leggiucchiare qua e là e ci sono quelle piccole cose che mi fanno venire voglia di lasciare un commento (rigorosamente cretino) o un saluto con quei tre o quattro errori di battitura che fanno tanto “c’ho-da-fa’-non-stiamo-a-sottilizzare”. Mi leggo gli interventi degli altri (e io tra di voi, se non parlo mai…) e penso “oh che bello sarebbe dire una scemata tutta mia e uscire dall’isolamento della non iscritta” -tipo che io adesso dico una cosa del tutto trascurabile per l’andamento del mondo e comunque la mia vita prenderà una piega tutta nuova, oh sì!

una foto che esemplifica la mia espressione da “Che bellooo! Posso commentare anche io?” 

E così son passata a leggere la pagina facebook di Pieraccioni che chiedeva un buon libro da leggere. Ora, per me puoi essere il Presidente della Repubblica, un cinquenne che sta appena imparando a leggere, quel Dio sceso in terra di Jude Law, l’impiegato più anonimo dell’ufficio più anonimo dell’Anonimo comune, un regista toscano a caso, un perfetto sconosciuto che sta cercando una scusa per fare un po’ di conversazione, ma, a me, se mi si chiede di parlare di libri o di letture, tiro fuori tutta la spontaneità e l’esuberanza che reprimo da tempi immemori.
Comunque no, non mi sono iscritta a facebook per poter lasciare un commento -se questo non è autocontrollo?! Perché se i social network mirano a farmi sentire una senza voce, il mio bloggetto per scrivere le mie due cretinate ce l’ho e allora mi esprimo qui -chiamatemi la blogger che fece tremare Zuckerberg, oh yeah!

Ora, contando sul fatto che Pieraccioni frequenti questo spazio, -ho mai detto che ho immaginazione da vendere? Quanta jene faccio, signo’? Che faccio, lascio?- questi sarebbero i titoli che avrei lasciato tra i commenti:

Eureka street -Robert McLiam Wilson _perché sì, perché è un libro che darei da leggere anche ai muri e poi c’è l’argomento che il Wilsonne mi è un bel pezzo d’uomo, ma non attacca con tutti…

La casa del sonno (e pure La banda dei brocchi non scherza) -Jonathan Coe _ perché Coe è Coe;

Una solitudine troppo rumorosa – Bohumil Hrabal _inutile dire che il perché dietro a tutti questi titoli è che sono piaciuti a me;

La zia Julia e lo scribacchino – Mario Vargas Llosa _perché è anche stato uno di quei libri che mi portavo dietro sia mai avessi trenta secondi per poter leggere un paio di paragrafi.

Vabbe’, dato che Pieraccioni potrebbe anche non passare di qui (anche se ieri, lo ripeto, ho incrociato Papaleo e si sa che da Papaleo a Pieraccioni è un attimo, praticamente ho un paio di lettori in più), spero che questi titoli possano tornare utili a qualcun altro ;-)
Anche perché, a differenza di facebook e di twitter, qui i commenti li può lasciare chi càpita pur non essendo iscritto, tiè!

*per la cronaca, ho sognato Panariello. Al prossimo torneo di “nomi, cose, città,…” (non ho facebook ergo ho un sacco di tempo) per i nomi dei vip con la “P” sto a cavallo.

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