foto di Tadao Cern

È ufficiale: io ho la foto del passaporto più sfigata della storia.

Ammetto che la materia prima prometteva questo risultato, ma anche la fotografa ha dato il suo contributo.
Momento delle fototessere dal fotografo e, lei, come se ne esce? Eh, no, ma in America vogliono che nel passaporto i capelli scoprano le orecchie.

E ok che le mie orecchie soffrono di manie di protagonismo, che basta scostare una ciocca di capelli e loro gridano la propria presenza al mondo “EHIIII! CI SIAMO ANCHE NOIIII!”. Hanno una tale voglia di partecipare alla vita sociale da essere perfettamente distinguibili anche da chi mi sta semplicemente di fronte, ci posso fare ben poco -e ormai mi lusinga pensare che si possa definire “sventola” qualcosa che appartiene alla mia persona ;-)
Certo è che la fotografa poteva evitare di prendere iniziativa. Ho visto i passaporti della popolazione mondiale che è andata negli Stati Uniti, manco lavorassi alla dogana. Praticamente prima di stringer loro la mano, gli chiedo se son stati in America e se possono mostrarmi il passaporto: certe messe in piega che lèvate! Manco a dirlo, orecchie della cui esistenza potrei anche dubitare, sotto capelli coprenti e perfettamente pettinati.

Ci si immagini il mio arrivo all’aeroporto, l’agente apre il mio passaporto, guarda la mia foto senza orecchie in vista, guarda me e che fa? Mi rimpatria a forza? “No, signorina. Lei, con le sue orecchie a sventola non dichiarate nella foto, rappresenta un pericolo per il nostro paese. Saremo costretti a imbarcarla immediatamente sul prossimo volo per l’Italia.”
Ma questo non mi succederà mai, no! Perché io c’ho la fotografa aggiornata, io! A me succede che: arrivo all’aeroporto, l’agente apre il mio passaporto, guarda la mia foto e guarda me. Dà di gomito al collega vicino allungandogli il documento e soffocando una risata. Torna serio, mi stampa un bel rejected sul passaporto (sto improvvisando, mica si vede). “No, signorina. Lei con le sue orecchie a sventola non può aggirarsi per il nostro paese. Dio non voglia che i geni americani superiori si mescolino con i suoi e venga al mondo un americano con le sue orecchie a sventola. Saremo costretti a imbarcarla immediatamente sul prossimo volo per l’Italia. E… Signorina, un consiglio: la smetta di farsi le foto alla cabina della stazione, li spenda due soldi per un fotografo professionista, this pulciar!”

Ho divagato, vabbe’. Il succo del discorso è sempre lo stesso, ovvero: cosa le ha detto la testa alla mia fotografa?
Ha deciso di farsi cattiva pubblicità e di chiudere entro l’anno?
Non può andare in America e se la prende con chi si fa il passaporto? Ma brutta disgraziata orecchiofoba senza alcun gusto estetico né discrezione. Ma io ti tiro le orecchie finché non avrai più modo di nasconderle con nulla, ‘sta sciroccata!

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